Assemblea regionale PD: De Filippo riconfermato al vertice, Pittella propone ma è bocciato

Assemblea PDPOTENZA – Una giornata lunghissima, iniziata alle ore 11 e terminata intorno alle 17.30, nel confronto dell’Assemblea Regionale dal Partito Democratico.

Domenica 29 settembre presso l’Hotel Vittoria a Potenza, i 69 delegati della maggiore realtà di centrosinistra hanno salutato alquanto timidamente il vincitore delle Primarie di coalizione Marcello Pittella e votato il documento programmatico – integrato con una seconda parte proposta dai pittelliani ma respinta ai voti – che ha portato all’elezione del Segretario regionale.

Con 54 voti favorevoli e 15 astenuti, Vito De Filippo – già traghettatore perché investito dal Segretario nazionale Guglielmo Epifani, dopo le dimissioni di Roberto Speranza – è il nuovo Segretario del PD lucano.
Per confermarlo al vertice c’è voluto un dibattito adrenalinico, per lunghi tratti parso da riunione condominiale. Vedi lo stile dei panni sporchi da lavare in casa, più a mano che in lavatrice, dallo sbiancamento a metà e con uno strappo ben evidente.

L’assemblea ha infatti assistito alla serie d’interventi pronunciati da volti noti (Folino, Margiotta, Restaino e Santarsiero) ed altri un po’ meno che hanno aperto un ventaglio di questioni e contribuito alla mappatura attuale del Partito. Se ce ne fosse stato il bisogno ricordarlo, esistono due anime – Antonio Luongo ha parlato addirittura di una terza – in conflitto.

Ad iniziare dai venti di ribellione scatenati dalla vittoria di Marcello Pittella a discapito del candidato che lo stesso PD aveva definito come ufficiale, ovvero Piero Lacorazza, fino alla squadra di governo da sottoporre al giudizio della coalizione e del popolo lucano in vista delle elezioni di novembre. Tanta roba che ha origini lontane, ovvero dalle dimissioni di De Filippo a seguito del fardello Rimborsopoli.

Il tempo però è tiranno ed il countdown per la presentazione definitiva delle liste ha preso il via. Per adesso basta la cronaca domenicale all’interno della “stanza comune” del PD per averne un quadro verosimile.

Nella sala convegni dell’Hotel Vittoria i due ex sfidanti siedono ad una fila di distanza. Marcello davanti e Piero dietro. Si guardano solo di rado ma davanti al microfono si scambiano vicendevoli apprezzamenti per poi sottolineare il proprio punto di vista. Prima dei loro interventi, però, il teatro del Partito Regione aveva aperto i battenti con le parole di De Filippo.

Seguito dall’invito dei “big” di partito a moderare i toni – qualcuno come Folino ha però alzato il tiro con la frase “si è provveduto a lanciare merda nel frullatore affinché arrivasse a tutti” – e scambiarsi un segno di pace nel buon nome dell’unità. Ma la vera contesa è sul Documento 1, vincolante sulle regole dei mandati e dalla rilevanza assai discordante.

Proposto come sintesi della dichiarazione dello stesso De Filippo, il documento porta la definizione di “completo rinnovamento” in riferimento alla definizione delle liste che dovranno sostenere la candidatura di Marcello Pittella a Presidente della Regione. Motivo che ha riservato la polemica più accesa, vista la dote pittelliana di sostegni politici già presenti nell’attuale giunta e che sarebbe incandidabile per le prossime elezioni.

La Presidente Pasquina Bona era pronta ad una votazione congiunta – Segretario e documento – ma ecco spuntare un secondo documento presentato da Carmine Lisanti, vice segretario provinciale di Matera e portavoce della parte pittelliana, quale approfondimento della discussione sullo stesso tema sia all’interno del partito che della coalizione, impegnando a questo la nuova segreteria, che ha raccolto l’esiguo numero di 17 voti a favore (5 astensioni e 40 contrari).

Vito De Filippo ha ottenuto così il rinnovo sul calare del suo impegno da governatore. Un ruolo “affidato in uno dei momenti più delicati della vicenda del Pd e del centrosinistra lucano – ha affermato lo stesso Segretario regionale.”

Nelle prossime 48 ore la Direzione del Partito si misurerà insieme a Marcello Pittella con il compito delicato di comporre una lista di candidati garantista e trasparente. Sarà dentro o fuori tutti oppure selezionare caso per caso. Vista Rimborsopoli ed i suoi provvedimenti, non proprio una cosa da sottovalutare.
L’unica certezza è l’inscindibilità tra l’una dimensione che non può fare a meno dell’altra.

La preistoria politica rimembrata sempre da Luongo, dove una stretta di mano aveva più potere di un documento sottoscritto, è finita. Ora esiste il timore che altre forze politiche come il Movimento 5 Stelle prendano il sopravvento anche nella storica roccaforte del Partito Democratico lucano. Questo da piena consapevolezza di essere ad un bivio per l’esistenza presente e futura.

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