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Regionali 2013: Cammino in salita per Pittella. Bocciato dalla sinistra, bacchettato da Bubbico

Marcello PittellaRicordate il film “The Day After” (il giorno dopo)?. Agli inizi degli anni ’80 le sale cinematografiche furono invase dalla storia di un’iipotetica guerra nucleare tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, narrando le sue conseguenze così come percepite dai residenti delle zone rurali americane.

Basterebbe questo a descrivere “il giorno dopo” l’esito delle primarie di centro-sinistra della coalizione “Basilicata Bene Comune”.

L’insperata e “travolgente” vittoria di Marcello Pittella – dove travolgente serve a definire non i numeri dato che lo scarto e di soli 367 voti, ma gli effetti che questa ha avuto – ha ammutolito i generali lucani che avevano mobilitato le truppe in favore di Piero Lacorazza. Da Speranza a De Filippo, da Santarsiero ad Adduce. Da Potenza a Matera.

Cosa non ha funzionato? Non lo sappiamo ancora, di certo forse è più facile dire cosa ha funzionato. Ed hanno funzionato oltre all’approccio dinamico e personalistico di una campagna giocata da “outsider” anche in rete, con un’ottima comunicazione “social”, quei circoli di Prima Persona che al momento giusto hanno focalizzato l’attenzione sulle sedi lucane e che si sono sostituite a quelle di partito.

Ci sarebbe anche dell’altro, come ad esempio il patto d’acciaio con la filiera “Antezza-Braia” nella città di Matera, ma non abbiamo tempo per analisi più approfondite. Bastino questi, come motivi del successo, un successo che molti temono effimero.

Ieri sono arrivati infatti due segnali non proprio incoraggianti, in vista delle Regionali, per il centro-sinistra.

Prima l’appello lanciato da Rifondazione Comunista, di una proposta “unitaria della sinistra alla società lucana” e che ha bocciato la vittoria di Pittella come “l’esito peggiore che potesse esserci”.

Poi il commento di generale Filippo Bubbico da Montescaglioso:
“Accentuare le lacerazioni e le divisioni può servire forse per la vanagloria personale, ma non aiuta la Basilicata a venir fuori dalle gravi difficoltà in cui si trova”.

E ancora: “Che sia contento e anche un po’ spavaldo è normale, ha vinto le primarie. Ma i numeri non sono sufficienti per affermare, come sembra trasparire dalle sue prime dichiarazioni, che quella ottenuta domenica scorsa è una vittoria del popolo contro gli apparati”.

E il generale ha continuato chiedendosi retoricamente se non è Pittella stesso parte dell’ “apparato”. E chiude ricordando a Marcello che nessuno è autorizzato “a dividere in buoni e cattivi i cittadini che hanno votato alle primarie del centrosinistra”.

Eccolo il “day after”, il giorno dopo. Una vittoria lacerante che ha prodotto divisioni di non facile ricomposizione. Una ricomposizione, magari di facciata ci sarà, ma bisognerà vedere come appunto reagiranno quegli elettori che hanno votato Lacorazza, che sono stati definiti implicitamente da Pittella “seguaci del vecchio apparato”.

I toni restano alti anche dopo lo scontro delle primarie, a conferma del fatto che sono in corso trattative.

Ma ricordiamo che dopo lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale, la profonda crisi economica e sociale, l’accerchiamento della magistratura, a cui ora si aggiunge la profonda lacerazione da primarie il cammino per Pittella verso la Presidenza regionale appare in salita. E ripida, a livelli da Cima Coppi

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