Potenza. Guarente (MPA). I numeri del centro-sinistra di Basilicata non sono indice di buona amministrazione

Mario Guarente

Mario Guarente

POTENZA – “Mentre i giornali ultimamente tendono ad occuparsi solo del gossip interno al Pd e delle lotte di posizionamento individuale che sembrano essere l’unica spinta propulsiva che muove le anime del Partito Regione, da circa tre mesi c’è chi lavora alla costruzione di una Basilicata diversa, o meglio: di un modello di Lucania diametralmente opposto rispetto a quello che sino ad oggi i più autorevoli esponenti e rappresentanti istituzionali del Partito Democratico ci hanno propinato e costretto a subire”.

Inizia con una denuncia rivolta alle testate giornalistiche locali il comunicato inviato alle redazioni e diffuso su Facebook da Mario Guarente, segretario del Movimento per le autonomie di Potenza.

“Per tre mesi diverse sigle politiche quali il Movimento per le Autonomie, Fratelli d’Italia, il Lab, Grande Sud, Fare per Fermare il Declino, Futuro e Libertà, Io amo l’Italia ed altri hanno indefessamente lavorato alla stesura di un programma elettorale volto al rilancio reale di una terra che – mi sarà concesso – troppo poco ha ottenuto da chi sino ad oggi e per circa quindici anni ha avuto enormi responsabilità di governo senza, di fatto, aver prodotto nulla di positivo in termini di sviluppo.
Ed ha lavorato indefessamente infischiandosene anche della mal celata ed, anzi, sovente ostentata predilezione di qualche Direttore di giornale nei confronti di un’area politica. Mi ha fatto specie, infatti, leggere ultimamente articoli che più del solito risultavano essere vere e proprie sviolinate nei confronti di alti rappresentati istituzionali che attualmente ricoprono ruoli di caratura nazionale e di contro mai una parola, mai un approfondimento su ciò che un gruppo di persone e di sigle politiche stava provando a costruire superando anche gli ostacoli culturali”.

“Mi ha fatto ancor più specie” prosegue Guarente “scorgere uno scambio di tweet tra il Direttore di una testata locale ed un giovane giornalista che dopo aver letto un editoriale del primo e chiedendo come mai fosse ‘così angosciato dalle vicende del centro sinistra lucano e perché non promuovesse anche la vera alternativa’, si sentì rispondere: ‘se ci fosse realmente un’alternativa il Pd non sarebbe così potente… i numeri sono numeri’.

A quel Direttore voglio rispondere che i numeri non sempre sono indice di una buona amministrazione, ma in una Regione dai piccoli numeri come la nostra spesso sono indicativi di un sistema clientelare che da decenni è largamente diffuso. Non mi sto inventando nulla, né posso essere tacciato di qualunquismo, basta leggere le intercettazioni che stesso le testate locali riportavano qualche tempo fa e che palesavano l’esistenza di un vero e proprio ‘ufficio di collocamento politico’ in cambio di voti.

Basta fare un giro in Enti come la Regione Basilicata, l’Arpab, l’Apt, l’Acquedotto Lucano, etc. per scorgere tanti cognomi noti che inevitabilmente sono riconducibili a legami di stretta parentela tra personaggi che occupano importanti ruoli istituzionali e dipendenti.

Oppure è possibile scorrere l’elenco dei consulenti esterni della Regione Basilicata (tutti integrati senza procedura concorsuale), cercarli su Facebook e vedere quanti di loro fino a qualche tempo fa avevano come immagine di copertina quella del candidato Premier del Partito Democratico con la scritta ‘Bersani 2013′”.

Prosegue il segretario di MPA, con alcuni esempi a conforto delle proprie tesi: “Delle due l’una: o quelli del Pd sono tutti emeriti professionisti degni di un premio Nobel, oppure c’è qualcosa che non va. O ancora – e con questo termino l’elenco perché altrimenti potrei scrivere davvero un poema – basta andare a vedere quanti ex Direttori di giornale che criticavano il ‘sistema’ sono finiti nell’Ufficio Stampa del Presidente della Regione oppure ai vertici di un’associazione come la Film Commission Basilicata.
Bene, caro Direttore, ha idea di quanti voti riescono a muovere queste operazioni? Ora capisce che, evidentemente, i numeri non sono sempre indicativi di una buona azione di governo?

Ma torniamo a noi: ultimamente i giornali locali non fanno altro, come dicevo poco più sopra, che parlare delle lotte intestine del Pd di Basilicata, della corsa al candidato Presidente e del ripiegamento di quasi tutto il Partito sull’area più di sinistra dello stesso (non è preferibile chiamarlo nuovamente Partito Comunista con tutto il rispetto che è dovuto alla storia di quel Partito, senza falsi moderatismi?). Gossip che non appassiona né me né i tanti lucani che chiedono quali siano i programmi, i progetti e le azioni che il Partito Democratico intende mettere in campo per risollevare le sorti di una Regione che ‘lui’ stesso ha fatto sprofondare nel baratro. Quei numeri di cui il Direttore parlava quasi con orgoglio su Twitter riferendosi alla mole di voti ottenuta dal Pd, io li rispolvero in termini di percentuali negative che vedono la Basilicata a livelli sempre più bassi.

C’è anche chi all’interno del Partito Regione inneggiava alla necessità di un rinnovamento negli uomini e nel modo di intendere la politica, ma che oggi sembra aver fatto un passo indietro per schierarsi dalla parte di chi quel sistema che tanto critichiamo l’ha alimentato. Ed è evidente che queste azioni non sono il frutto di un rinsavimento, né determinate dalla condivisione di valori, ma esclusivamente dalla mera voglia di perseguire i propri personalissimi obiettivi a discapito, ahinoi, dell’intera comunità lucana.
Un’alternativa a tutto questo esiste ed è composta dalle sigle riportate all’inizio di questa nota più altre con cui stiamo sottoscrivendo accordi politici e programmatici ed accomunate dalla voglia di far cambiare la rotta di questa Regione. Il nostro passo l’abbiamo fatto stendendo una bozza programmatica tre mesi fa e rinviando solo ad un momento successivo la scelta degli uomini. La prima, grande differenza tra noi e il Pd sta proprio in questo: mentre quest’ultimo si premura di trovare la quadra per soddisfare gli interessi dei singoli, noi stiamo realmente lavorando alla costruzione di un’alternativa di governo che renda onore alla Basilicata e a tutti i Lucani”.

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