Marcello Pittella prova a resistere ma i capicorrente del Pd si uniscono nel nome di Lacorazza

Marcello Pittella e Piero Lacorazza

Marcello Pittella e Piero Lacorazza

Queste settimane abbiamo avuto la conferma definitiva che il PD lucano non è un partito ma una pura sommatoria di notabili interessati alla conservazione del potere, che essi dicono di esercitare nell’interesse del popolo.

Ad un passo dall’implosione e del “via al tutti contro tutti” per le primarie, i notabili si sono seduti intorno ad un tavolo ed hanno trovato un accordo complessivo, che include la candidatura di Lacorazza alle primarie del centrosinistra per la scelta del governatore e la segreteria regionale assegnata a Vito De Filippo, il governatore dimissionario.

C’è anche dell’altro, ancora segreto, in questo grande accordo di potere, che sicuramente emergerà nel tempo.

Intanto i fatti sono questi: il segretario Speranza ha dichiarato ieri che è Lacorazza (attuale presidente della Provincia di Potenza) la personalità giusta per aprire un “nuovo ciclo politico”.

Santochirico si tira indietro dalla competizione. De Filippo converge e dichiara: “Ogni soluzione aggregante, includente, per quanto possibile unitaria, è, di norma, preferibile a scelte laceranti”.

Cadono gli altri nomi, tranne quello di Marcello Pittella, che sostenuto dal fratello Gianni, resiste e mantiene la sua candidatura alle primarie.

Ma che partecipi o meno, alla fine si può stare tranquilli che anche lui rientrerà sotto le grandi ali dell’inciucio tra notabili.

Colpisce, ancora una volta, l’irrilevanza dei partitini di sinistra alleati, i quali hanno assistito passivi allo scontro tra “bande armate del Pd”, in attesa, sempre passiva, del rinsavimento finale dei feudatari di quel partito.

Nicola Benedetto ha annunciato in conferenza stampa questa mattina la propria candidatura alle primarie. Così come per l’ala “renziana” del PD, si fa strada quella di Fausto De Maria, sindaco di Latronico (e nei giorni scorsi si è parlato pure di una candidatura dell’attore materano Domenico Fortunato). Anche Miko Somma quale rappresentante della “società civile” è intento a raccogliere firme per presentarsi alla primarie.

Insomma, al di là di chiacchiera e retorica su innovazione e rinnovamento, si è assistito in queste settimane ad uno spettacolo di bassissimo livello, in un disperato tentativo di auto-conservazione del ceto politico dominante.

Altro che avvio di un nuovo ciclo politico del centrosinistra, qui sembra di essere al triste, ma meritato epilogo, dell’Impero del fu Partito-Regione.

A questo punto, dopo il definitivo collasso politico del centrosinistra, che ha condotto allo scioglimento anticipato del Consiglio; dopo il crollo etico, evidenziato anche dalla tempesta giudiziaria denominata Scontrinopoli; e dentro una gravissima crisi economica e sociale della regione, le alternative politiche battano un colpo, se ne sono capaci, affinchè si possa sperare in un qualche futuro per la Basilicata

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