Regionali lucane: il Pd fra correnti e totocandidature

Partito Democratico 2Duelli. Neanche tanto celati. La Segreteria Nazionale, le politiche se e quando ci saranno e poi la questione lucana, con l’aperitivo delle primarie di settembre e il piatto forte delle regionali a novembre. Dibattito aperto, apertissimo nel Partito Democratico. A tutti i livelli. E la formula più accreditata sembra proprio quella del duello, diretto o a distanza. Lo è quello fra il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, pronto a rottamare le correnti del Partito e il Premier delle larghe intese, Enrico Letta, che lo ha dichiarato apertamente: alle prossime politiche si spenderà direttamente perché il Pd possa dettare la linea di Governo, non più alleato del PdL. Ma di duello si può parlare anche in Basilicata, dove la partita per la candidatura alla poltrona di Governatore è ancora tutta aperta. In scena il confronto di Tito, fra l’assessore regionale alle attività produttive, Marcello Pittella, e il presidente della Provincia di Potenza, Lacorazza. La platea è quella dei giovani democratici, i temi, quelli più scottanti e spinosi dell’attualità politica lucana, dallo scandalo dei rimborsi gonfiati, all’ambiente, all’energia. Ma in gioco, anche due linee politiche. Mi farò da parte se ci sarà una soluzioni di unità, ha detto Pittella. Inverso invece il punto di vista di Lacorazza: correrò da candidato Governatore, in caso di mancata mediazione. E ancora un confronto, sia pure più sfumato, sullo sfondo del dibattito fra il Sindaco di Matera, Adduce, e lo storico, ex Dc, Giampaolo D’Andrea. La cornice è, in questo caso, la riflessione su un libro di storia sui diritti dei lavoratori. Tanto fair play a condire l’analisi sulla voglia di rivalsa di un’intero popolo. Con quel pizzico di politica che però continua a caratterizzare ogni dibattito, da quando è scattato il totocandidature.

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