Matera. Piano Strategico, atto secondo.

Il sindaco Adduce in Consiglio Comunale

Il sindaco Adduce in Consiglio Comunale

MATERA – Piano Strategico, secondo atto. Dopo lo slittamento del voto sul domunento di apertura al confronto del 23 luglio, la sessione di bilancio del 30 luglio, il documento è tornato questa mattina all’attenzione del Consiglio Comunale di Matera.

Una appendice alla discussione già avviata una decina di giorni fa, che si è concentrata sulle funzioni del dispositivo, le competenze di Consiglio e Giunta. Non si tratta di uno strumento di pianificazione, ha ricordato il Sindaco Adduce. Necessita di uno svecchiamento, ha ribadito, tenendo conto del fatto che la versione Karrèr si fonda su dati risalenti al 2005, quindi ormai superati.

Archiviata la pagina del salotto, l’economia della città deve oggi rivolgersi altrove, guardare oltre, attingere ad altre risorse. Insomma la visione strategica si è modificata.

E la sfida della Candidatura a Capitale Europea per il 2019, in quest’ottica, ha sottolineato ancora Adduce rappresenta un obiettivo strategico. Ecco perché il Piano e Matera2019 devono marciare su binari paralleli.

Un appunto, quello del Sindaco, che si è reso necessario anche in risposta ad alcune questioni sollevate dai consiglieri Cotugno del Pd e Acito della lista Stella. Matera 2019 è di competenza del Consiglio, ha rivendicato Cotugno, che poi verso la stesura del Piano Strategico, fino al mese di febbraio del 2014, termine entro il quale il dispositivo dovrebbe vedere la luce, è tornato a chiedere una seduta monotematica al mese.

Quanto alle questioni procedurali, gli ha fatto eco Acito, occorre evitare la possibilità di duplicare gli impegni finanziari da parte dell’amministrazione. Con opportuni ritocchi, il documento di presentazione è stato poi approvato con voto unanime.

Sulle comunicazioni relative al dossier di candidatura si è concentrata la parte finale dei lavori del Consiglio, quando il direttore del Comitato Scientifico, Paolo Verri ha illustrato le linee guida del documento che sancirà la candidatura della città dei Sassi.

La mancanza di un aereoporto o di una linea ferroviaria, ha detto Verri, non sono reali punti di debolezza o non più di quanto lo siano per altre realtà. Le modalità e i punti di arrivo in città, ha ribadito, sono paragonabili a quelli di Siena e Ravenna. Quanto al badget, ha concluso Verri, si prevede un finanziamento stimabile intorno ai 40 milioni di euro: il 50 percento del quale dal pubblico locale, il 20 percento dal pubblico nazionale e il restante 30 percento dai grandi sponsor.

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