Italia chiama Europa, il voto sprint del Parlamento Europeo

Gianni Pittella

Gianni Pittella

BRUXELLES – Voto sul filo del rasoio, al cardiopalma. I pianisti all’opera, il voto dei falchi tiratori. Fra strategie e modalità di voto, il Parlamento italiano ci ha abituato davvero a tutto ma questa volta quello a fare scuola è stato il Parlamento d’Oltralpe, il simbolo stesso dell’unità europea.

Perché quello che è accaduto a Bruxelles, nella seduta del Parlamento Europeo del 3 luglio, quanto a modalità, le batte davvero tutte. Semplicemente la seduta sprint, per durata complessiva e sui singoli provvedimenti, da guinness dei primati.

A presiedere la seduta, il vice presidente vicario, l’italianissimo Gianni Pittella, che nel volgere di qualche minuto, secondo più secondo meno, dirige, alla velocità della luce, le operazioni di voto dell’aula.

Fra astensioni, voti favorevoli e contrari, le operazioni si susseguono velocissime. Ad emergere ovviamente non è una questione politica, un giudizio di merito sui singoli provvedimenti né, tantomeno, sui protagonisti della seduta, che troviamo documentata sui social network. Quanto piuttosto e con simpatia, un curioso aspetto di colore.

Quel tocco di italianità è proprio un richiamo al quale non riesce a sottrarsi nemmeno l’Europa, che spesso avvertiamo gelida e distante. E poi si sa. Anche la fame e i languorini di stomaco giocano a volte dei brutti scherzi.

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