Verso le elezioni per il nuovo Consiglio Regionale: tra rinnovamento e larghe intese

Regione BasilicataI gruppi politici, dopo una prima fase di disorientamento seguita all’inchiesta sui rimborsi, provano a riorganizzarsi in vista delle ormai prossime elezioni regionali. E tra comunicati stampa ed iniziative “firmaiole” i vari gruppi aprono il dibattito alla “società civile”.

I Giovani del PD “ci stanno”. Almeno questo è quanto dichiarano nel documento presentato domenica sotto la sigla “Io ci sto”, già sottoscritto da un migliaio di persone, la cui età media non supera i 30 anni. Una lista di proposte future per la regione indirizzate ai “più grandi” che bacchettano per una “eccessiva permanenza sui banchi del consiglio che favorisce la creazione di sacche di potere personale”. Poi si parla dei mali “endemici” causati da un ventennio di permanenza al potere dei soliti partiti.

Le correnti, ed i troppi personalismi, stanno sbriciolando il Partito democratico nazionale ed anche il tanto decantato “modello Basilicata” è li li per disintegrarsi, proprio all’ombra delle troppe e troppo divise “anime” anche in Regione

Con il livello di popolarità già ai minimi storici, hanno ricevuto, con le ultime vicende locali, il definitivo colpo di grazia. Quanto le iniziative di rinnovamento (o cambiamento) potranno aiutarli? Difficile dirlo con certezza.

Per i cittadini anche il centro-destra, PDL in testa, ha le sue responsabilità. Opposizione blanda e spesso stampella della maggioranza “bulgara” che ha governato la Basilicata in questi anni.

Nelle ultime settimane il blog HyperBros sta proponendo le interviste ad alcuni dei parlamentari lucani. Pur in un quadro ancora incompleto, sembra farsi strada l’idea della “grande coalizione”. Almeno questa propone il senatore Di Maggio, che indica una guida a trazione “Scelta Civica” aperta all’inclusione delle forze “migliori” di PD e PDL. Idea che all’onorevole Latronico, sempre intervistato da HyperBros, sembra non dispiacere, anche se qualche correzione andrebbe fatta, forse per una questione di numeri. Ma di voci in questi giorni ne circolano tante.

Difficile per il PDL riconfermare volti e nomi dal recente passato ed anche il PD potrebbe, o forse meglio dovrebbe, seguire a ruota, in una seria campagna di rinnovamento delle persone e di cambiamento delle politiche. Anche perché le forze radicali che premono e fremono fuori dalle porte di via Verrastro, sono le stesse che in queste settimane a livello nazionale, hanno dimostrato un’ancora limitata cultura di governo, nonché una modesta capacità di risposta alle domande della “gente”.

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