Destini incrociati: Italia e Basilicata sotto il segno di Speranza

Roberto Speranza

Roberto Speranza

In queste ore si fa un gran parlare di Roberto Speranza, giovane lucano di belle speranze, che in molti in queste ore stanno “tirando per la giacchetta”.

E lui prova a rimanere in equilibrio, strattonato dalla politica lucana, che sussurra il suo nome tra i candidati al governo regionale per le prossime amministrative, e da quella romana dove un Partito Democratico confuso e disorientato cerca in queste ore una leadership che unifichi (e pacifichi) le varie “anime” del partito.

Quelle più in pena sono le anime di Bersani, Franceschini e Renzi, che hanno individuato in Roberto Speranza la figura giusta per inviare segnali di “novità” al Paese ed agli agguerriti circoli PD.

Non è facile. I veti di D’Alema e Veltroni pesano, e non poco, sulla possibilità del lucano come capo nazionale del PD. Loro ne fanno una questione di “esperienza”.

E’ vero che Speranza si è trovato alla tenera età di 34 anni ad essere catapultato nel giro di pochi mesi nell’infernale girone delle responsabilità politiche nazionali, per le quali, forse, non era neppure pronto. Ma è vero che non si è sottratto.

E lo conferma direttamente a Tommaso Ciriaco su Repubblica di oggi:

“Il partito mi ha chiamato e non mi sono tirato indietro. Non ho alcuna altra ambizione che continuare a fare al meglio in capogruppo”

“ok ma se la chiamassero a fare il segretario direbbe di no?”

A questa domanda Speranza risponde ispirandosi agli insegnamenti del maggiore dei leader dorotei lucani, possibilmente superandolo: “La personalizzazione della politica è uno dei limiti di questa fase, perché non basta una persona”.

All’intervistatore, e a noi lettori, non sembra un no. Tra le righe non è poi così difficile carpire le sue intenzioni: una reggenza temporanea da parte di un “anziano” di esperienza sino al congresso e in quell’occasione candidarsi (o accettare una candidatura) a Segretario nazionale.

Intanto non rimane con le mani in mano visto che oltre all’impegnativo ruolo di capogruppo è chiamato a guidare la task force a cui spetta l’istruttoria per l’individuazione del traghettatore temporaneo.

La conclusione a noi sembra essere che Roberto Speranza, segretario o meno del Pd, sia ormai proiettato verso una dimensione politica nazionale e che, dunque, altre dovranno essere le scelte che il centrosinistra dovrà fare per la selezione del candidato, nelle prossime settimane, alla Presidenza della Regione Basilicata.

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