Ieri a Potenza si è riunita la segreteria regionale del PD

Vincenzo Santochirico e Vito De Filippo

Vincenzo Santochirico e Vito De Filippo

POTENZA – “Ripartire dalla gente”. Quante volte dal Pd, a tutti i livelli e su tutti i fronti, sia arrivato questo buon proposito ormai è impossibile contarle. Ma in questo preciso momento storico, con un’immagine fortemente frastagliata a livello nazionale e una situazione regionale definitivamente compromessa dalla bufera sui rimborsi per Giunta e Consiglio, in Basilicata sembra essere l’unica via.

Sempre, però, che l’apparato al potere negli ultimi due decenni in Basilicata ci riesca. Roba da bookmaker, ormai, ma le scommesse sui nomi del rinnovamento del partito di centrosinistra lucano restano congelate, perché occorre prima trovare il giusto appeal complessivo.

Questioni affrontate anche ieri, a Potenza, nel corso di un’affollata riunione domenicale della segreteria regionale del Pd, la prima convocata da Roberto Speranza dopo l’inchiesta della Procura di Potenza. Di nome e di fatto, a quanto pare, le aspettative sul rilancio del partito, qui, sono concentrate tutte su di lui, che però nel frattempo deve anche tenere banco alla Camera, dove ricopre la carica di capogruppo del Pd in una delle legislature più difficili dalla Costituente ad oggi.

Addirittura l’Ufficio Politico del partito gli ha offerto la presidenza della Regione. Gatte da pelare cui, in entrambi i casi, Speranza non può far fronte da solo. In Basilicata, affinché possa onorare l’impegno da segretario che tutti, a quanto pare, vogliono rimanga in capo a lui – ha chiesto una squadra operativa, capace di intercettare la piazza attraverso i militanti, che si avvalga comunque dell’apporto del dimissionario governatore Vito De Filippo – da lui stesso confermato – e di un nuovo capogruppo in Consiglio Regionale, ora che Luca Braia è diventato assessore.

Insomma nulla di nuovo, se non che almeno il Pd lucano ha cominciato a interrogarsi sul proprio futuro e su come affrontarlo per rialzarsi con credibilità. Da questo punto di vista le differenze col resto del panorama politico nazionale e locale sono evidenti, ha voluto precisare Speranza: Vincenzo Viti, a differenza di Nicola Pagliuca del Pdl, coinvolto nell’inchiesta potentina si è dimesso subito sia da assessore che da consigliere; Vito De Filippo ha fatto altrettanto.

E ancora una volta, dopo la recente nomina del senatore Filippo Bubbico a vice-ministro, locale e nazionale torneranno a incrociarsi, visto che gli esiti dell’assemblea nazionale del Partito democratico finiranno inesorabilmente con l’influire anche sui prossimi assetti locali.

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