Rimborsi Basilicata. I dettagli dai comunicati ANSA.

Schermata 2013-04-24 alle 18.56.51(ANSA) – POTENZA, 24 APR – Accusato di essersi appropriato illecitamente di oltre 18 mila euro, l’assessore al lavoro della Regione Basilicata, Vincenzo Viti (Pd) – agli arresti domiciliari da stamani – viene definito dal gip di Potenza “un vero ‘specialista’ nell’allegazione di spese di ristorazione, e non solo, assolutamente non sostenute”. In pratica, agli atti vi sono numerose ricevute di ristoranti “gonfiate” scrivendo un numero davanti al conto: da 23 a 230 euro, da 86 a 386, da 92 a 292, e via di questo passo. Viti – per tre legislature alla Camera dei Deputati fra i banchi della Democrazia cristiana – ha agito in concorso con Ascanio Emanuele Turco, suo cugino “nonché consulente-commercialista”. Infatti, gli investigatori hanno raccolto diverse fatture per l’acquisto di cancelleria, in Puglia, proprio da parte di Turco. Viti ha anche attuato un “maldestro tentativo di alterare e deviare il percorso investigativo”, “coperto” da un ristoratore di Matera che, quando gli investigatori hanno cercato i documenti originali delle spese messe a rimborso, ha detto di non averli perché il magazzino si era allagato il 20 gennaio 2012. Ma la denuncia dell’ allagamento era stata presentata dieci mesi dopo, il 17 novembre 2012, “ossia due giorni dopo la richiesta di esibizione”. (ANSA).

(ANSA) – POTENZA, 24 APR – Lo “scenario desolante e imbarazzante” che emerge dall’inchiesta sui rimborsi illeciti percepiti da assessori e consiglieri regionali della Basilicata (tre di loro sono agli arresti domiciliari da stamani) porta a “constatare un vero e proprio sistema di condivisa e diffusa illegalità, che appare caratterizzato da una tracotante convinzione di immunità” da parte degli indagati. Lo ha scritto il gip di Potenza, Luigi Spina, nella parte dell’ordinanza con la quale ha disposti gli arresti e gli obblighi o i divieti di dimora (per altri otto indagati). Il magistrato ha evidenziato il “vario e diversificato ‘catalogo'” degli illeciti (vi è chi ha chiesto rimborsi per “ricevute fiscali per consumazioni alle quali era stato applicato uno ‘sconto camionisti'”). Il gip ha spiegato che persone con “trattamenti retributivi più che dignitosi” hanno attuato una “speculazione illecita, sempre e comunque, riferita anche a spese banali ed irrisorie, giungendo in qualche caso a livelli eticamente imbarazzanti”. Dalle informazioni rese da un funzionario regionale, il gip ha tratto spunto per dire che “fino ad oggi nessun correttivo è stato adoperato a tutt’oggi nessuna procedura di controllo, interno o esterno, è stata attivata”. Oltretutto, i controlli, allo stato, “non sono in grado di impedire, neanche per il futuro, condotte analoghe”. (ANSA).

(ANSA) – POTENZA, 24 APR – Specializzati “nell’ubiquità”, riuscendo a essere in più posti contemporaneamente (e a farsi rimborsare tutto) o nella “correzione” delle fatture, con l’aggiunta di un “1” davanti alla cifra reale: senza contare pernottamenti in alberghi “fantasma”, e acquisti di pane (per il pranzo o la cena), gomme da masticare, salami, sigarette e grissini. I casi – che rientrano nell’inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Potenza – riguardano i rimborsi richiesti dall’assessore regionale all’agricoltura, Rosa Mastrosimone (che é anche segretario regionale dell’Idv, con un passato nell’Udeur di Mastella), e il capogruppo del Pdl nell’assemblea regionale, Nicola Pagliuca, entrambi ai domiciliari. “Imbarazzante”, secondo quanto scrivono i giudici, “é risultata l’ubiquità” di Mastrosimone (che si sarebbe “appropriata” 12.193 euro in totale): in un solo giorno avrebbe ad esempio chiesto rimborsi per spese sostenute a Potenza, Roma e Matera. Ci sono poi pranzi consumati nello stesso momento in posti distanti centinaia di chilometri, e rimborsi per “un elevato numero di pasti” che il gestore del ristorante ha poi dichiarato di non aver mai servito. Senza contare i rimborsi per i viaggi ai collaboratori (che questi dichiarano di non aver mai fatto), l’acquisto di salumi in un autogrill del Lazio (25,88 euro), di “Caramelle Vivident”.

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