Palazzo Madama, 15 marzo. Il giorno di Emilio Colombo

emilio_colomboPalazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. E’ qui che il 15 marzo in occasione della seduta di insediamento di uno dei due rami del parlamento si respirerà aria di Basilicata.

A portarcela con i sette eletti in una delle regioni più piccole del Paese, cioè Emma Fattorini, Filippo Bubbico, Salvatore Margiotta, Giovanni Barozzino, Guido Viceconte, Vito Petrocelli e Tito Di Maggio (sempre che Pierferdinando Casini opti per uno dei collegi campani) sarà anche Emilio Colombo, potentino di nascita, classe 1920, dalla Costituente alla Terza Repubblica, già presidente del Consiglio e più volte ministro e sottosegretario, dal 14 gennaio del 2003 senatore a vita.

A lui il compito di presiedere l’assemblea di Palazzo Madama. Per la verità l’incombenza sarebbe toccata a Giulio Andreotti che, però, con i suoi 94 anni, accusa problemi di salute.

Per Emilio Colombo, da oltre sessant’anni ai vertici della politica nazionale, il riconoscimento unanime della sua intensa attività alla guida dell’Italia, sempre con l’obiettivo di sostenere la crescita del Paese con un’attenzione particolare per la sua Basilicata e, in genere, per il Mezzogiorno realtà alle quali continua a guardare con la consapevolezza che la questione meridionale non può essere abbandonata al suo destino.

E, in questo senso, la sua presenza sullo scranno più alto di Palazzo Madama, anche se solo per un giorno, servirà a ricordare a molti che il Sud merita ancora attenzioni e considerazioni per giocarsi fino in fondo le carte dello sviluppo e della crescita.

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