Simboli, segni e nomi della prossima campagna elettorale.

Volantini elettorali per strada

Volantini elettorali per strada

In barba al sistema bipolare tanto auspicato ma mai realizzato nel nostro Paese, gli schieramenti a vocazione maggioritaria si presentano frammentati come non mai.

Destra e sinistra. Moderati e Progressisti. Democratici e Conservatori. Bianchi e neri. Faticheremo non poco per riconoscerli nei 20 simboli per la Camera e nei 21 del Senato presentati per le circoscrizioni lucane.

Non sarà così difficile invece per i nomi che, almeno nelle prime posizioni degli elenchi, sono in gran parte più che riconoscibili.

Ingroia, Vendola, Monti, Berlusconi, Pannella, Magdi Allam, Fini, Casini.

I capilista, con l’ammirevole eccezione dei Radicali e della “gioiosa macchina da guerra” del PD, sono seguiti dai sempre noti esponenti locali di punta. Per tanti elettori rappresentano il vecchio da rottamare, per molti la garanzia di qualità. Chi la spunterà?

Mentre scriviamo qualche rappresentante istituzionale si sta dimettendo. Lo hanno fatto Vincenzo Folino e l’assessore regionale Vilma Mazzocco per partecipare alla competizione elettorale. Dimissioni respinte da De Filippo, almeno per la seconda, visto che arrivano in un momento “cruciale” dell’attività del governo regionale.

Qualcun altro esce da un partito che gli stava stretto per abbracciare una causa più comoda. Altri ancora alle soglie della presentazione delle liste hanno creato un “movimento”.

La novità vera di questa competizione, e lo diciamo con tutto il rispetto per i politici più navigati, sono gli attivisti del Movimento 5 Stelle, che si presentano da cittadini comuni che stanchi di demandare decidono di entrare in pista e giocarsela direttamente contro i tanto criticati partiti politici.

Una cosa è certa. Rassegniamoci in queste settimane che mancano all’appuntamento con le urne a vedere le strade sporche di volantini, alle campagne elettorali che affolleranno ogni spazio televisivo, alle affissioni abusive, ai messaggi “indesiderati” sui cellulari, e alle nostre bacheche Facebook piene dei tanti messaggi dei nuovi amici.

Sì perché con le elezioni alle porte, sbarcano (o rientrano) nel social network i candidati desiderosi di “stringere” amicizia con noi.

Anche a questo siamo ormai abituati. Siamo italiani, prima che lucani. E in Italia a differenza di molti altri Paesi, non sono previsti per legge periodi predeterminati in cui tenere le elezioni politiche.

Da noi si può votare in qualsiasi momento. E le elezioni del prossimo febbraio ce lo confermano.

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