Tutto pronto per la campagna elettorale

parlamentoAlle 20 di ieri, lunedì 21 gennaio il croupier della mega roulette elettorale ha pronunciato quel “rien ne va plus” che ha messo fine alle puntate sul tappeto verde aprendo il capitolo dei numeri che, una volta noti, spalancheranno le porte di Camera e Senato a tredici dei 150 e passa candidati ai nastri di partenza.

Da qualche ora le palline hanno iniziato girare vorticosamente sui piatti numerati girevoli. Si fermeranno nel primissimo pomeriggio del 25 febbraio, poi il responso al termine di un caldissimo mese di campagna elettorale che, come al solito, si consumerà tra piazze, teatri e presenze televisive con in primo piano promesse, impegni, ma anche denigrazioni dell’avversario e colpi bassi.

Li sentiremo parlare in pubblico i candidati e a noi e a buona parte dell’elettorato lucano toccherà ascoltarli dopo averli, anche se in parte, selezionati per evitare pericolose abbuffate con relative e pericolose crisi di rigetto. Senza considerare che in molti resteranno alla finestra convinti che, in fin dei conti, quella che ci aspetta non è che una dolorosa ed inutile parentesi in attesa, magari già entro il 2014, di un’altra chiamata alle urne.

Già, perchè tra porcellum, antipolitica galoppante, impresentabili purtroppo presentati e copernicane rivoluzioni rimaste nel limbo delle buone intenzioni , c’è da stare poco allegri e soprattutto poco sicuri che il Paese, alla fine, riuscirà a superare le sabbie mobili in cui si trova impantanato.

Sull’assurdo sistema elettorale e sui pesanti giudizi riservati alla casta si sono sprecati giudizi poco lusinghieri. Altrettanto dicasi del rinnovamento. Se qualcuno lo ha notato è giusto che batta un colpo a cominciare da quanto si evidenzia, solo a mo’ di esempio, tanto nelle liste del Partito Democratico quanto in quelle del Pdl: in entrambi i casi, nomi già noti, professionisti della politica, uomini e donne in cui ci si imbatte da oltre un decennio se non di più a voler considerare anche le esperienze maturate da costoro nelle istituzioni locali.

Tutti insieme appassionatamente, travolti da uno storico appuntamento con la vita democratica del Paese. Ma, badate bene, non è né il titolo di un nuovo film di Lina Wertmuller né di una fiction affidata alla neonata Film commission di Basilicata, bensì solo la sintesi di una vicenda lucana anche questa priva delle necessarie dosi di logica e di buon senso, oltre che naturalmente, del necessario coraggio per invertire una rotta pericolosa che può portare alla deriva verso l’antipolitica. .

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