Per il PD liste fatte in Basilicata, penalizzata la componente materana.

pd_bandiereLa partita delle liste per il Pd, almeno a livello romano, può considerarsi chiusa. Ora tocca agli organismi regionali del partito eseguire l’ultima parte del lavoro. Dunque, i giochi se non proprio chiusi si stanno avviando alla linea del traguardo. 

Tempo ancora un paio di giorni. Ad oggi delusioni e musi lunghi come nel caso di Carlo Chiurazzi, senatore uscente della componente de “la Margherita”, che al momento non avrebbe trovato collocazione né nella lista della Camera né in quella del Senato.

Tuttavia, l’interessato non sembra avere alcuna voglia di sbattere la porta, impegnandosi nella ricerca di un’altra collocazione, per esempio nell’area montiana. Resto nel Pd – ha dichiarato subito dopo aver preso atto della situazione che lo riguarda – ma c’è chi attribuisce il suo “bon ton” ad una sorta di tranquilla attesa del rimpasto post elettorale della Giunta regionale. Per lui, insomma, una possibile collocazione, magari in primavera, notoriamente tempo di margherite, nell’esecutivo del massimo ente territoriale lucano.

Di Maria Antezza si dice che non avrebbe né gradito né digerito quella quarta postazione che le è stata assegnata nella lista della Camera. Una collocazione che la vedrebbe ad alto rischio riconferma. Per questo motivo dicono che in queste ore starebbe trattando una serie di garanzie in caso di mancata rielezione. Ma sul suo conto, candidato di frontiera ricco di suffragi e considerazioni soprattutto nel Materano e, in particolare nel capoluogo, non manca chi è pronto a giurare e, quindi a scommettere, nel suo ritorno romano, non più al Senato, ma alla Camera.

Un ragionamento che fonda tanto sui sondaggi che vedrebbero il Pd al 33 per cento quanto sulla forza del partito in Basilicata. Di alto profilo, poi, la decisione di De Filippo di candidarsi, ma di giocare in quinta posizione nella lista della Camera, una scelta che intende riconfermare la sua idea di politica considerata come servizio alla comunità.

In ogni caso c’è da rimarcare che le scelte romane, considerata anche la presenza di un’esterna (Emma Fattorini in testa alla lista del Senato, catapultata da Roma, “una forzatura ai danni del Pd lucano e della componente femminile del partito”, ha sottolineato il consigliere regionale Luca Braia) hanno assegnato più spazio a candidati del Potentino che a quelli del Materano dal momento che previsioni alla mano a farcela con certezza potrebbe essere alla fine solo Filippo Bubbico, numero due nella lista del Senato.

Intanto, le altre liste cominciano a prendere forma. Ecco le prime indicazioni. Per Sel, capolista alla Camera è Antonio Placido, al Senato Giovanni Barozzino, uno dei tre operai Fiat, mai riammessi al lavoro dall’azienda che pure li gratifica mensilmente dello stipendio.

Per il Centro democratico (lo schieramento che fa capo a Bruno Tabacci) i due capilista sono Vilma Mazzocco alla Camera e Nicola Benedetto (ex Idv) al Senato.

Nulla di definito fra i “montiani”.

Movimento Cinque Stelle: Mirella Liuzzi alla Camera e Vito Petrocelli al Senato.

Tutto da definire, invece, in casa Pdl con gli uscenti Guido Viceconte, Vincenzo Taddei e Cosimo Latronico che si dicono certi della riconferma in lista aspettando comunque le decisioni che saranno prese da Silvio Berlusconi ed Angelino Alfano.

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