Monti a Melfi per presentazione nuovo piano industriale: No a prospettive nirvaniche e lontane dalla realtà

montiMELFI (POTENZA) – 5500 dipendenti, oltre 2milioni di metri quadri di estensione, oltre 5milioni di automobili prodotte, 20anni di lavoro per lo stabilimento Sata di Melfi, dove questa mattina l’Amministratore Delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, accompagnato dal presidente John Elkann e alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, ha annunciato il nuovo piano industriale per lo stabilimento, che prevede la realizzazione di due nuovi modelli, una jeep e la 500X, ulteriore evoluzione della famiglia, nel 2014. In Europa, il mercato dell’auto, ha detto Marchionne, è in caduta libera. Ma i margini rimangono positivi grazie ai risultati conseguiti in America e nei Paesi emergenti. Da oggi, ha sottolineato, si comincia però a scrivere un nuovo capitolo. Due le strade che si potevano intraprendere, ha ribadito Marchionne: concentrarsi su una vettura di massa e chiudere uno stabilimento in Italia; oppure sfruttare i marchi storici per puntare, contemporaneamente, su segmenti di elite e di massa. Noi, ha ribadito il numero uno di Fiat, abbiamo intrapreso la seconda delle due strade possibili, quella più coraggiosa e non priva di rischi. Fino al 2016, ha ribadito, saranno ben 17 i nuovi modelli che Fiat e Chrysler implementeranno negli stabilimenti italiani, investendo oltre un miliardo di euro e puntando sulla flessibilità degli impianti. Siamo a favore dell’Italia che vuole cambiare, ha concluso Marchionne, quella incarnata da Mario Monti e dal suo Governo. Oggi, gli ha fatto eco il Presidente del Consiglio, a Melfi nasce quello che ha definito un punto e a capo. Occorre fare evolvere la mentalità, ha rincarato Monti. Siamo un Governo tecnico, ha spiegato, ma abbiamo anche il dovere di spiegare all’Italia che, proprio attraverso un cambio di marcia, è possibile recuperare competitività. Poi l’affondo politico. Non possiamo vanificare i sacrifici degli italiani, ha concluso Monti, cedendo ai richiami di una prospettiva nirvanica e lontana dalla realtà. In palatea, ad ascoltare gli interventi di Marchionne, Monti e Elkann, anche i leader nazianali di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti, e dell’Ugl, Centrella. Assente invece il numero uno della Fiom, Landini, che fuori dai cancelli ha espresso critiche e perplessità rispetto al piano industriale e alla ormai probabile discesa in campo del Professore.

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