Scandali politici e tracolli elettorali. Il PdL riparte dalle primarie

MATERA – Come cambia il mondo. E come cambia la politica. Se vent’anni fa la domanda era: come dividere le risorse. Oggi ci si chiede: dove tagliare prima. Una differenza non di poco conto, attorno alla quale si gioca il futuro della politica e del Paese. Lo ha ribadito questa mattina a Matera uno dei più autorevoli rappresentanti del Popolo della Libertà, Alfredo Mantovano, giunto nella città dei Sassi per prendere parte all’incontro sul tema “Infrastrutture, agricoltura, turismo, industria, energia e la politica”, promosso dai circoli Nuova Italia. La politica non è semplice atto di presenza, ha ribadito l’esponente del PdL, già sottosegretario agli interni nel Governo Berlusconi. Parole forti, pronunciate tra l’altro in uno dei momenti più delicati della vita del partito, con gli scandali in Lombardia e nel Lazio, la debacle siciliana e le primarie ormai alle porte. Gli scandali ci sono, ha sottolineato Mantovano. Ma il vero problema della politica risiede oggi nella estrema difficoltà di individuare problemi concreti. Sei siciliani su 10 ritengono inutile andare a votare e questo pone un serio problema di legittimazione, ha ricarato, visto che il neo presidente governerà solo col 12 percento dei voti. In gioco, non c’è il futuro di Berlusconi, gli ha fatto eco Gaetano Quagliariello, altra voce autorevole del partito. Occorre consegnare ai moderati, ha sottolineato, un punto di riferimento coerente e attrattivo. Insomma, è necessario recuperare il consenso, sia a livello nazionale sia a livello locale. Una cosa è certa, hanno ribadito entrambi i rappresentanti del PdL: è finita l’epoca degli slogan facili e a buon mercato. Non è pensabile, ha ribadito in particolare Mantovano, che si possa scendere in piazza contro un Governo di cui votiamo i provvedimenti.

 

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