Gestione impianti sportivi, maggioranza nel caos

MATERA – La gestione degli impianti sportivi materani giunge nuovamente in Consiglio e per la maggioranza Adduce è il caos. È successo, ieri, in serata, dopo una lunga e complessa seduta dell’assemblea, quando per poco non si è sfiorato il colpo di scena finale. Solo per una manciata di voti, 18 contro 13, è passata infatti la richiesta di aggiornamento della pratica, a data da destinarsi, avanzata dal capogruppo del Pd, Carmine Alba. Di rinvio in rinvio dunque, sulla spinosa questione dei bandi relativi ad alcuni impianti sportivi materani, sui quali, evidentemente, si sta giocando una partita lacerante, che ormai da mesi dilania la maggioranza e il Pd, in particolare. Il voto sul rinvio ha scatenato una raffica di interventi da parte degli esponenti di tutti gli schieramenti. Di problemi evidenti in seno alla compagine governativa è arrivato a parlare apertamente il consigliere comunale dell’Idv, Michele Paterino. La richiesta di rinvio: un atto pericoloso. Gli ha fatto eco l’esponente della Lista Stella, Enzo Acito. Dalla minoranza, le stoccate dei consiglieri Manuello e Toto, che, riferendosi all’escamotage del rinvio, quale consuetudine ormai consolidata della maggioranza, l’ha definita testualmente “una vergogna”. Il dato politico è esploso poi in chiusura, proprio al momento del voto, quando contro la proposta, oltre alla minoranza, si sono schierati, i consiglieri dell’Italia dei Valori, Massenzio, Sardone, e Paterino, e l’esponente dei Popolari Uniti, Morea. Altrettanto dibattuta è stata la questione relativa alla controversia Ortomatt, quando, circa a metà seduta, l’assemblea ha preso in esame e votato la mozione presentata da 21 consiglieri. Al centro della disamina, il lungo iter giudiziario che ha condotto all’impugnazione del relativo lodo arbitrale e alla sentenza della Corte di appello di Potenza, che ha rinviato il giudizio di merito al 2016. Obiettivo dei firmatari della mozione, mettere in campo iniziative e strumenti in grado di tutelare l’amministrazione, in attesa di un possibile ribaltamento della sentenza. Proprio su questo aspetto la mozione è stata opportunamente rimodulata, perché, nel frattempo, il pagamento del debito, circa un milione e duecento mila euro, è stato rateizzato, anche per evitare lo sforamento del patto di stabilità.

 

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