In Consiglio la gestione degli impianti sportivi e il Pd si frantuma

MATERA – Non proprio due Consigli Comunali balneari. Non saranno infatti ricordate come sedute di routine, prima della pausa estiva, la prima ma soprattutto la seconda convocazione della massima assise cittadina, che è tornata a riunirsi ieri pomeriggio. Con le ossa rotte la maggioranza era già uscita lunedì scorso, su temi di carattere generale e di rilevanza etico-sociale. In quella occasione, diversi gruppi di maggioranza avevano messo sotto accusa proprio il Partito Democratico, responsabile di portare in aula provvedimenti di vasto respito, senza aver cercato preventivamente una più ampia condivisione. Ma è stato nella seconda convocazione, in particolare sui bandi degli impianti sportivi, che proprio il Partito Democratico ha dato il meglio di sé. Dilaniato, come appare, fra correnti e sotto-correnti, che rendono ormai difficilissimi i rapporti con gli altri gruppi di maggioranza e che paralizzano di fatto l’attività amministrativa. La pratica relativa agli impianti sportivi e dei bandi di gestione di diverse strutture cittadine, fra i quali la Tensostruttura di Via dei Sanniti e il Palazzetto di Via Vena, giunge in Consiglio quando sono ormai passate le diciannove. Ed è subito chiaro che sulla questione non ci sono coesione e convergenza, né all’interno della maggioranza né all’interno del partito di maggioranza relativa. Partito che non riesce a trovare la quadra, anche quando la proposta di ritiro, avanzata dai banchi della minoranza, pare possa aprire uno spiraglio. A nulla valgono gli appelli del Sindaco, che invita il Consiglio ma soprattutto i suoi a trovare una soluzione lineare e semplificata sulla questione, nel corso della seduta e quindi senza perdere ulteriore tempo. Ma è muro contro muro e il voto sul ritiro è eclatante. Una vera e propria debacle politica, per il Pd, che si frantuma: la proposta viene infatti bocciata, con 10voti favorevoli, 10 contrari e tre astenuti. A questo punto è vera e propria esclalation. Intanto, alla fine, manca il numero legale e il provvedimento non viene né votato né tantomeno approvato. Ma esplode anche la questione politica, col durissimo botta e risoposta fra Adduce e il consigliere Enzo Acito, esponente della Lista Stella. Alta tensione dunque in maggioraza: ad altri livelli si parlerebbe di vera e propria crisi. I nervi restano scoperti e, a questo punto, non si può più parlare di incidente di percorso.

 

Share Button