I Partiti italiani dalla II Repubblica alla tentazione delle civiche

Un momento del dibattito

MATERA – Libertà, Popolo, Democratici, Partito. Definizioni e parole che a vario titolo e in vario modo si fondono negli acronimi dei due Partiti maggiori, PD e PDL, appunto, ma che oggi rischiano di apparire slogan sbiaditi e privi di reali e concrete connotazioni e differenze. Il terremoto elettorale continua infatti a scuotere la politica italiana, intesa in senso tradizionale, e lo scossone delle ultime amministrative rischia di rappresentare l’ennesimo segnale sulla strada del lento ma inesorabile declino dei Partiti. A partire da questo dato, politica ed antipolitica continuano ad interrogarsi, come è accaduto ieri a Matera, nel corso di un dibattito voluto dal settimanale L’Altravoce. A confronto, le principali voci della politica cittadina, con le storie ed i percorsi che hanno condotto all’attuale assetto. Ci sono MateraCambia e le esperienze delle liste civiche, che a Matera hanno rappresentato un vero e proprio laboratorio, fin dal 2007, con i vari passaggi elettorali, al Comune e alla Provincia. C’è Saverio Acito, con la sua pluridecennale esperienza all’interno della macchina amministrativa, dalla Democrazia Cristiana all’attuale carica di capogruppo del PdL in Consiglio Comunale. Ma soprattutto c’è l’incertezza di un futuro, ancora difficilmente prevedibile. Una cosa è certa, ha sottolineato Acito: la ricostruzione italiana, nel dopoguerra, non è stata un fatto estemporaneo. Una eredità, ha ribadito, che è andata perdendosi nel tempo. Il cantiere per il rinnovamento non è stato mai probabilmente nemmeno aperto, ha concluso Acito. Un ruolo di primaria importanza, in un momento così delicato per i futuri assetti, lo gioca indubbiamente l’informazione. Non è un caso infatti che nel corso dei lavori del dibattito sia stato presentato ufficialmente il nuovo progetto editoriale de “L’Altravoce”, a tiratura regionale, fra Puglia e Basilicata, giunto questa settimana al suo quinto numero.

 

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