Partiti politici italiani, Giulietto Chiesa: sono destinati a sparire

Giulietto Chiesa

MATERA – Amministrative 2012, un vero e proprio terremoto politico per i partiti italiani. Probabilmente ancora solo un pesante segnale, sulla strada del loro lento ma inesorabile tramonto. Ne è convinto Giulietto Chiesa, già corrispondente da Mosca per l’Unità e la Stampa. Per Chiesa, i politici sono ormai diventati dei semplici maggiordomi dei tecnici, a loro volta referenti dai grandi banchieri mondiali. Parole che il fondatore e presidente del laboratorio politico Alternativa, ha pronunciato ieri a Matera, nel corso di un incontro voluto da “Matera Cambia”. Presenti, fra gli altri, due dei candidati sindaco alle passate comunali materane, Mimmo Genchi, per Matera Cambia, e Mimmo Savino, per il Movimento 5 Stelle. Le Civiche, ha sottolineato Genchi, seppero leggere ed interpretare i segnali e la richiesta di cambiamento, già nel 2007. Proveniamo dal Circolo Gino Giugni, ha ricordato Genchi. Un capitolo chiuso, ha rimarcato, l’esperienza con l’Idv, Partito che a livello locale mostra una distanza siderale rispetto a ciò che predica a Roma. Al movimento dei Grillini, dal quale nel frattempo è fuoriuscito, Savino invece non ha risparmiato una stoccata: nel Movimento 5 Stelle mancano la democrazia interna e gli strumenti per prendere decisioni univoche. Insomma dalla protesta ad un progetto di Governo il passo non è affatto breve. Perché in fondo, ha ribadito ancora Chiesa, Grillo incarna il malessere ma non rappresenta la risposta. Quella risposta della quale sono del resto ancora in attesa gli oltre dieci milioni di italiani, che mostrano disinteresse nei confronti dell’attuale assetto politico, outsider compresi. Su scala planetaria è in atto un profondo cambiamento, ha sottolineato ancora Chiesa. Cina ed India poli attrattori dell’economia mondiale, in un sistema a risorse finite che non può permettersi una crescita infinita. E sul futuro e la tenuta del sistema politico italiano, Chiesa non ha dubbi. Occorre ripartire, ha detto, dalla Costituzione del 48.

 

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