Film Commission, lo Statuto al vaglio del Consiglio Comunale e fioccano le critiche

MATERA – Film commission, le opportunità, gli sprechi e la meritocrazia. Lo Statuto della fondazione, già approvato in sede regionale da Giunta e Commissione, approda in Consiglio Comunale ed è polemica. Lo schema, illustrato dall’assessore comunale alla cultura Bergantino, prevede un badget iniziale di 100mila euro e poggia su 5 soci fondatori, nel cosiddetto Consiglio Generale: la Regione, le due Province e i due capoluoghi, Potenza e Matera. Su struttura, fisionomia dell’organigramma e impegni finanziari, si concentrano da subito le critiche della minoranza. Pur condividendo lo strumento, fa sapere Toto dai banchi del Fli, rimangono pesanti riserve sulla sua reale funzionalità. Si corre il rischio, ribadisce, di creare l’ennesimo ente, l’ennesimo carrozzone, in cui, con l’assenso della politica, piazzare gli amici e gli amici degli amici, a spese del contribuente, visto che allo stesso comune di Matera, rincara, finirà col costare ben 10mila euro all’anno. Con i vantaggi derivanti da un’ipotetica industria del cinema in salsa lucana, che allo stato sono tutti da dimostrare. Sulla stessa lunghezza d’onda, l’intervento del capogruppo del Pdl, Saverio Acito. Smarcandosi dai suoi colleghi di partito al Consiglio Regionale, che invece sul provvedimento hanno espresso parere favorevole, Acito punta il dito sulle eventuali designazioni. Si privilegi il merito, tuona, e non l’appartenenza. Nel corso della seduta odierna, il Consiglio Comunale ha approvato inoltre altri due provvedimenti. Il regolamento per il funzionamento e la gestione del centro socio educativo, per soggetti con disabilità grave, sul quale il voto è stato unanime e bipartisan. Ma anche lo schema di convenzione per la trasformazione del diritto di superficie in proprietà, per le aree comunali site nel PAIP di via La Martella. Operazione, quest’ultima, come ha ribadito l’assessore al bilancio Rivelli, attraverso la quale saranno incamerati circa un milione di euro, che andranno a finire nel capitolo di bilancio delle opere pubbliche.

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