Cotugno (Pd) e Mutamenti a Mezzogiorno sulla questione urbanistica

MATERA – Le disposizioni del Governo nazionale dell’ultimo biennio hanno provocato un vuoto normativo nelle regioni, che rischia di generare una pericolosa deregolamentazione urbanistica poiché, come coi piani casa, consentono interventi in deroga alle norme e agli strumenti previsti dagli enti locali. Un caos paradossale che preoccupa il consigliere comunale materano del PD, Angelo Cotugno, che in una nota ha evidenziato il rischio che all’assemblea cittadina sia sottratta la competenza di definire il disegno urbanistico della città, lasciando all’arbitrio delle imprese edili interventi che vanificherebbero gli strumenti urbanistici in fase di discussione ed approvazione. Allo stato attuale infatti, spiega il consigliere, ci troviamo senza regolamento urbanistico, senza piano strutturale e con la sovrapposizione dei cosiddetti piano casa 1 e piano casa 2. A breve dovrebbero tornare in Consiglio le proposte relative al primo piano casa ed allo stesso tempo stanno arrivando al Comune di Matera proposte sul nuovo”. Strumenti in deroga su strumenti in deroga che Matera non può sopportare semplicemente perché adottati in nome di un un effimero rilancio dell’edilizia in risposta alla crisi, ma che non risponde organicamente alla riqualificazione di aree urbane degradate, piuttosto al costante, continuo e doloso consumo di suolo. Un rischio quantificato nei giorni scorsi dall’associazione “Mutamenti a Mezzogiorno”, che a Matera parla di “oltre 70 ettari di territorio extraurbano non urbanizzato, una vera e propria espansione che non corrisponde a riqualificazione o ricucitura urbana”. Michele Morelli, a nome dell’associazione, ricorda che “il contenimento dello sviluppo edilizio è la strada indicata in un recente documento della Commissione Europea, che fissa anche un termine ultimo entro il quale non edificare più su nuove aree, ed è l’unica scommessa possibile per la candidatura di Matera 2019: una nuova cultura della città”. E Cotugno del PD sembra essere dello stesso avviso: “la Regione Basilicata – conclude – deve approvare una sua legge che tenga conto delle peculiarità e delle problematicità dei territori e dei principi di riqualificazione e rigenerazione urbana, colmando il periodo di vuoto normativo con l’annullamento delle proposte fin qui pervenute. Il Comune di Matera, invece, deve dare priorità all’approvazione degli strumenti urbanistici riportando in quell’alveo tutti gli interventi proposti, dal Mulino Alvino alla ex-Barilla ridando così anche al Consiglio l’esclusiva competenza in materia di governo del territorio”.

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