Caso Pepe, politica e questione morale irrompono in Consiglio Comunale

MATERA – Politica e questione morale. Non era difficile prevedere sarebbero state le parole più usate ed abusate della odierna seduta del Consiglio Comunale di Matera, quando già alla vigilia della seduta si sapeva che il Sindaco avrebbe fatto delle comunicazioni sulla ben nota vicenda Pepe, il Comandante della Polizia Municipale, destinatario, insieme ad altri tre dipendenti comunali, di misure restrittive della libertà personale, lo scorso 17 gennaio. E così effettivamente è stato. Con riferimento a quelli rivestiti da Pepe, la sovrapposizione degli incarichi, ha detto Adduce, è stata rispettosa delle norme in vigore, in materia di gestione del personale e di contenimento della spesa. I pronunciamenti della Corte dei Conti e del Ministero delle Funzione Pubblica, retto fino a ieri da Renato Brunetta, riducono i margini di manovra delle pubbliche amministrazioni, nell’assumere i dirigenti e, di conseguenza, nella ridistribuzione degli incarichi. Sulla vicenda giudiziaria in atto, il Sindaco si è poi detto contrario a derive giustizialiste e forcaiole, poco rispettose delle garanzie costituzionali. Insomma, la giustizia faccia il suo corso senza inutili strumentalizzazioni. L’amministrazione, ha concluso, sta predisponendo gli atti perché si giunga presto a coprire il posto del Comandante. Il clima in aula rimane caldo anche se non bollente. Scatta la raffica di interventi da parte dei consiglieri e, come spesso accaduto in passato, i banchi del governo cittadino devono tener testa anche alle critiche sollevate dalla maggioranza. Una scelta coraggiosa quella di portare in Consiglio il caso Pepe, riconosce il consigliere Cotugno del Pd. Dal Partito Democratico ora però, rincara, ci sapettiamo entusiasmo e discontinuità. Riorganizzare la macchina amministrativa, ribadisce, significa anche fare i concorsi. Sulle responsabilità della politica, rilancia nel suo intervento il capogruppo del PdL, Acito, pesa anche la mancanza di risultati dopo 21 mesi di amministrazione. Poi l’affondo. Se il Sindaco non prederà atto, con le dimissioni, dell’impossibilità di affrontare le sfide che attendono la città, a partire dalla candidatura a capitale europea, allora toccherà ai consiglieri fare una scelta. Dai banchi della minoranza, dura anche la presa di posizione consigliere Tosto, che definisce squallido lo spettacolo offerto dal Consiglio, nelle quattro ore di interventi e di caroselli elettorali. E con riferimento al capo di gabinetto del Sindaco, bene avrebbe fatto Cifarelli, ribadisce Tosto, a rinunciare al suo incarico, per le ragioni di cui deve rispondere alla giustizia. La questione morale ancora in primo piano, nell’ultima parte del Consiglio, quando l’adunanza è chiamata ad eleggere il Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale, a seguito delle dimissioni dalla carica del consigliere Angelino, passato dai banchi della minoranza a quelli della maggioranza. Il nomadismo politico, ribadisce infatti il Consigliere Morea, è questione morale. Si procede quindi all’elezione e con sette voti, alla carica, risulterà eletto il consigliere Biagio Vizziello.

Share Button