Città Plurale solleva la questione morale al Comune

Il palazzo del Comune di Matera

MATERA – Il governo Adduce è in grande difficoltà e non è la politica, per una volta, a essere sotto osservazione, bensì una questione morale grande così, che pende sul Comune di Matera ormai da tempo ma della quale nessuno parla veramente, aspettando soltanto che passi la cosiddetta “brutta nottata”. A qualche settimana dalle eclatanti vicissitudini giudiziarie che hanno coinvolto il Comandante della Polizia Municipale, nonché dirigente comunale, Franco Pepe, due vigili urbani e un dipendente, e dal grave errore procedurale che ha impedito al Palazzo di Città di costituirsi parte civile nel processo in cui è imputato il Capo di Gabinetto del Sindaco, Roberto Cifarelli, l’associazione materana “Città plurale”, in una nota inviata alla stampa, ha stigmatizzato duramente l’atteggiamento del primo cittadino, Salvatore Adduce, che, se sulla prima questione ha agito in modo piuttosto immediato, pur disconoscendo l’impatto che la questione di cronaca ha potuto generare sull’Ente e sulla sua amministrazione, in merito alla seconda, quella dell’errore commesso dall’Ufficio legale del Comune, ha candidamente affermato di aver appreso il tutto dalla stampa. Un atteggiamento inaccettabile, rimarca “Città plurale”, che tende a scaricare responsabilità che, se pur non direttamente, finiscono con l’interessare anche la politica. L’immagine di Matera che si sta progressivamente delineando alla luce della cronaca e della mancata fermezza della guida della città è caratterizzata dal discredito – aggiunge l’associazione – a causa di una macchina comunale compromessa. Di qui le richieste di azioni concrete ed esemplari da parte del sindaco Adduce, su tutte la rimozione dall’incarico del Capo di Gabinetto Cifarelli, se pur tardiva ancora richiesta, o, qualora non ne fosse in grado, le dimissioni da primo cittadino, affinché la politica torni a brillare per etica e possa dare ai cittadini un segnale forte di fiducia.

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