Il Comune di Matera inciampa sulla vicenda Casam

MATERA – L’amministrazione comunale materana scivola un’altra volta. Dove? Sul bando di gara per l’aggiudicazione del servizio del trasporto pubblico urbano che dal 1969 è assicurato dalla società Casam. La vicenda non è nuova. Si è trascinata tra non poche difficoltà per circa due anni e, a conclusione, la doccia fredda per il Comune: quel bando di gara pervicacemente voluto dal vertice del Palazzo di Città non sta in piedi e pertanto va annullato. Un nulla di fatto sentenziato dal Tribunale amministrativo della Basilicata nella giornata di ieri. Insomma tutto da rifare, a meno che l’amministrazione comunale materana non voglia ricorrere al Consiglio di Stato. In buona sostanza il Tar lucano, dopo l’udienza di metà dicembre, ha stabilito che l’iter del provvedimento doveva ritenersi improponibile già all’origine in quanto la presidenza della commissione che avrebbe dovuto aggiudicare l’incarico era stata affidata al segretario generale. Per l’avv. Giacomo Marchitelli che ha difeso il Cotrab, consorzio di cui fa parte la materana Casam, si è trattato di un’operazione illegittima con conseguenti ricadute su tutti gli atti adottati. E così è stato, a considerare la posizione del Tar di Basilicata. Alla gara avevano aderito oltre al Cotrab, un consorzio tutto lucano, il tandem Miccolis-Caronte e l’Ati Marino-la Linea e Veneto bus. In un primo tempo era stato nominato responsabile della commissione il dirigente del settore, l’arch. Franco Gravina. Quando il professionista ha lasciato l’incarico, è subentrato il segretario generale del Comune, una nomina che non andava fatta, ha sentenziato il Tar che, con una sentenza di una ventina di pagine, ha condannato il Comune di Matera al pagamento di una somma di circa 10 mila euro. Finisce così un’altra vicenda che determina nuovi tormenti all’interno dell’amministrazione comunale scivolata nuovamente su una buccia di banana. Un capitombolo che poteva essere evitato a sentire quanto sostiene in una nota il consigliere del Pdl, Adriano Pedicini. L’esponente dell’opposizione afferma che proprio il segretario generale, forte del suo naturale ruolo, avrebbe dovuto indirizzare il sindaco Adduce a non commettere una simile leggerezza. Pedicini parla di un banale ed evitabile errore che poteva essere evitato con la sola lettura dell’art. 12 del regolamento dei contratti che affida al dirigente dell’ufficio commercio, traffico e trasporti l’espletamento di simili pratiche. Ignoranza delle norme o scarsa fiducia nel dott. Pepe? si chiede l’esponente del Pdl. Strano luogo questo Comune dove sembra non vi siano altre teste pensanti, nessuno in grado di riflettere, nessuno in grado di svolgere incarichi direttivi, è l’amaro commento di Pedicini.