“Italia Futura” non più solo un pensatoio politico e apre sede regionale a Matera

MATERA – Un pre-partito. “Italia Futura” di Luca Cordero di Montezemolo non è più solo un pensatoio. Ha oltrepassato i confini del serbatoio di idee e fa già politica. La sua sede in Basilicata sarà a Matera, come ha annunciato ieri il presidente del direttivo regionale, Tito Di Maggio, che ha presentato i vertici lucani del movimento, alla presenza del coordinatore nazionale, Federico Vecchioni. L’accelerazione sui temi politici è stata impressa negli ultimi mesi con l’aggravarsi della crisi economica, la decomposizione della vecchia maggioranza, la nascita del governo tecnico, il varo del “Salva Italia” e del “Cresci Italia”. Al centro della geometria politica italiana, sono quindi in atto le grandi manovre. Nessuno sa che farà da grande il presidente del Consiglio, se, cioè, con le elezioni del 2013, il tandem Monti-Passera scenderà effettivamente in campo. Fatto sta che il gradimento del Premier, nei sondaggi, continua a rimanere alto, oltre il 55percento, mentre al centro della scena si fa notare l’attivismo politco del cosiddetto cattolicesimo democratico. Per “Italia Futura”, la ricerca di un posto al tavolo del Terzo Polo di Casini, Fini e Rutelli, rimane probabilmente subordinata alla possibilità che nei prossimi mesi il Parlamento metta mano alla legge elettorale. L’obiettivo, per il momento, ha ribadito Vecchioni, è quello di creare una sponda in tutti i Comuni e in tutte le Regioni. No all’antipolitica, ha ribadito. Spazio al mondo dell’impresa ma anche all’azione sociale, al terzo settore, ai bisogni della gente. In tutta Italia gli aderenti sono già più di 40mila, ha detto Vecchioni, annunciando l’apertura di nuove sedi in Toscana, Puglia, Marche e Liguria. Volti e progetti nuovi, ha ribadito invece Di Maggio, sono un punto di partenza irrinunciabile per la stessa Basilicata, che deve fare i conti col solito annoso paradosso: essere cioè una delle regioni più ricche con la popolazione più povera.