Stagione congressuale, acque agitate nel PdL. Venezia: serve una scossa

MATERA – Popolo della Libertà, seconda puntata. Duplice occasione di analisi, di incontro con iscritti e simpatizzanti ma soprattutto di confronto al suo interno, per il Partito fondato da Silvio Berlusconi. Ieri è toccato al consigliere Regionale, Mario Venezia, spiegare che cosa sta succedendo in Basilicata. Certo sul campo resta il confronto con i Partiti e, nella logica della politica dell’alternanza, la contrapposizione fra Centrodestra e Centrosinistra. Rimangono le critiche agli oltre vent’anni di potere ininterrotto del blocco di centrosinistra e ai risultati delle sue scelte politiche, con gli oltre 65mila giovani disoccupati, le 60mila famiglie povere e i 13mila posti di lavoro in meno. Ma anche il progressivo indebolimento del sistema sanitario, con la chiusura di presidi ospedalieri, accompagnato però da un aumento della spesa sanitaria, che ha sfondando la soglia del miliardo di euro. Elementi di una analisi politica, confluiti in una vera e propria bozza programmatica, del resto attesi e che hanno ispirato l’attività del consigliere Venezia, in Regione. Ma è su un altro aspetto, anch’esso squisitamente politico, che si attendeva l’intervento di Venezia. La risposta ad una domanda. Che cosa sta succedendo all’interno del PdL lucano? La stagione congressuale, alle porte, ha per così dire smosso gli animi, sparigliato le carte, riaperto i giochi. Insomma, per guardare al futuro, al Partito serve una scossa. Da troppo tempo, ha ribadito ancora Venezia, il Partito si trova in una situazione di torpore. Si è detto convinto però che il coordinamento provinciale di venerdì scorso, cui, per altro hanno preso parte i senatori Viceconte e Latronico, non è stata una contromanifestazione, il tentativo cioè di boicottare l’incontro di ieri. Una cosa è certa, ha sottolineato: il Partito ha bisogno di cambiare, dismettendo ora e per sempre i panni di una struttura aziendale. All’orizzonte, possibili rischi di tenuta e divisioni all’interno del PdL? Siamo alla ricerca di una posizione unitaria, ha risposto Venezia. Ma anche all’interno dei partiti la logica del confronto, fra maggoranza e minoranza, fa parte, ha ribadito, della democrazia.