Metropolitana leggera, i vertici Fal illustrano studio di fattibilità

MATERA – Non proprio il Consiglio Comunale al gran completo. Fra inviti ufficiali e mancati, i malpancisti della maggioranza e le defezioni della minoranza, che erano già state annunciate alla vigilia, una rappresentanza più o meno ristretta del Consiglio ha preso atto ieri sera del progetto che prevede il prolungamento della metropolitana leggera, fino all’ospedale Madonna delle Grazie, prendendo parte all’incontro convocato dal Sindaco. È toccato ai vertici delle Fal illustrare lo studio di fattibilità e rispondere ad alcuni interrogativi, che erano emersi, a più riprese, nelle ultime settimane, già nel consiglio comunale del 19 dicembre e poi ancora nell’incontro pubblico di qualche giorno fa, col botta e risposta fra il Sindaco Adduce e uno dei suoi alleati di Governo, la Lista Stella. In estrema sintesi, quattro i punti sui quali il Presidente delle Fal, Matteo Colamussi, è stato invitato a fare chiarezza: il rapporto fra il partenariato e le Fal, l’entità della spesa, la proprietà dei terreni e i costi di gestione della ferrovia in esercizio. Il progetto, ha spiegato l’ingegner Ciurnelli, deve essere sviluppato per fasi, con la prospettiva di una successiva apertura al territorio in espansione. Scartata l’ipotesi di arrivo a raso, per evitare la realizzazione di un passaggio a livello, l’implementazione degli 840metri delle tratta, che andrebbero a sommarsi ai precedenti 5,2 kilometri, sarà in grado di garantire diversi livelli di servizio, fra i quali l’arrivo di un treno ogni 15 minuti. Quanto al quadro economico, la spesa prevista è di circa 8milioni di euro, con possibilità di oscillazione di alcune voci. Le Fal, ha ribadito invece Colamussi – e qui la risposta sulla natura della società – hanno un capitale sociale di 10milioni di euro, interamente del Ministero del Tesoro. Tutti i sedimi, ha ricordato, sono nella disponibilità del demanio. Il progetto, che potrebbe essere realizzato in 18mesi, ha ribadito ancora Colamussi, andrebbe a corredare il raddoppio della tratta Bari-Bitritto, che a sua volta consentirebbe, in un quinquennio, di accelerare i tempi di percorrenza sull’intera tratta Bari-Matera, con la possibilità di disporre di un treno diretto fra i due capoluoghi. I piani strategici infrastrutturali, ha concluso, puntano in ogni caso sui tre nodi strategici di Bari, Matera e Potenza.