Richiesti tempi rapidi per la reindustrializzazione della ex-Nicoletti.

Lo stabilimento della ex-Nicoletti.

Matera – La Regione Basilicata, nel corso di un incontro svoltosi al Ministero per lo sviluppo economico, ha chiesto tempi brevi per l’individuazione di uno strumento di incentivazione finanziaria utile per favorire l’arrivo di imprenditori interessati a rilevare l’ex stabilimento Nicoletti di Matera, azienda produttrice di salotti affidata dal Tribunale alla curatela fallimentare nel 2010. All’incontro hanno partecipato rappresentanti di Confindustria, il curatore fallimentare, funzionari della Regione Basilicata, del Comitato di distretto del Mobile Imbottito e dirigenti territoriali di Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl. La Regione ha proposto l’attivazione di un contratto di programma per la reindustrializzazione del sito, dichiarandosi disponibile a partecipare con eventuali cofinanziamenti, avanzando una proposta che consentirebbe di salvaguardare la posizione di circa 350 lavoratori; ha anche sollecitato la sottoscrizione dell’accordo di programma per l’area murgiana. I sindacati, nell’esprimere preoccupazione per l’allungamento dei tempi, hanno chiesto al Ministero di convocare presto un incontro sui problemi evidenziati al fine di scongiurare l’assenza di prospettive dei lavoratori, la cui mobilità scade il prossimo 31 dicembre.
Nello specifico, la segretaria regionale della Filca Cisl-Basilicata, Margherita Dell’Otto, ha parlato di “ennesimo incontro interlocutorio nel corso del quale sono state valutate le varie opzioni sul tavolo, tra le quali quella più praticabile ad oggi appare il contratto di programma; in tal senso – ha aggiunto l’esponente della Filca-Cisl – vi sarebbe un cofinanziamento regionale nell’ordine del 20 per cento degli investimenti per l’acquisizione e la riconversione dello stabilimento materano”. “Se l’ipotesi del contratto di programma dovesse risultare praticabile – ha concluso Dell’Otto – il ministero del Lavoro potrebbe dare semaforo verde ad un nuovo ciclo di cassa integrazione straordinaria per riconversione o in subordine alla cassa in deroga”.

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