E’ polemica sul Rendiconto Alsia nel Consiglio regionale di Basilicata

Il marchio Alsia

POTENZA – E’ stata una conclusione inaspettata e foriera di polemiche quella della seduta di ieri del Consiglio regionale di Basilicata. Dopo aver approvato due mozioni sulla crisi del comparto industriale ferroviario e sul rischio idrogeologico, infatti, i lavori sono stati interrotti, per mancanza del numero legale, sul punto relativo all’approvazione del Rendiconto 2010 dell’Alsia. La situazione dell’Agenzia regionale per lo sviluppo in Agricoltura è ormai nota: come per diverse altre strutture è in corso la riorganizzazione degli uffici e dei servizi da parte del commissario, mentre i dipendenti chiedono chiarezza, si incontrano in assemblee titubanti su un futuro roseo per il loro lavoro. E la situazione non è la prima volta che assume toni polemici in ambito politico. Già a metà ottobre scorso, infatti, IDV e PD si erano affrontate in un botta e risposta sul tema: il consigliere Braia chiedeva maggiore condivisione al commissario Romaniello delle iniziative da intraprendere, Benedetto di Italia dei Valori, in risposta, invitava il collega del PD a fargli completare il lavoro. E sono state proprio le stesse parti, ieri, a generare altra baruffa nell’aula potentina di via Anzio. Quando la seduta consiliare è stata sciolta per mancanza del numero legale sulla votazione del Rendiconto Alsia, infatti, Benedetto ha accusato il gruppo PD di aver abbandonato l’aula di proposito dopo aver votato i primi articoli della legge, mettendo in atto un vero e proprio “agguato”. Una situazione stigmatizzata aspramente dal consigliere dipietrista che ha chiesto poi l’intervento del Presidente della Giunta De Filippo affinché “ricostruire i rapporti tra alleati del centrosinistra”. Ma per Viti, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, questa è una “polemica fuorviante e sorprendente”. In una nota diffusa questa mattina, Viti ha spiegato che “se vi fosse stata una qualche riserva da parte del gruppo del Pd essa si sarebbe manifestata in forme esplicite”. Il venir meno del numero legale all’atto delle votazioni, insomma, per il PD “è stato effetto di un mero errore a cui hanno concorso molti dei consiglieri presenti in Aula”. La polemica è poi proseguita tra Benedetto e il Gruppo PD a suon di comunicati: il primo parla di un Partito democratico confuso, cui serve riposo per le diatribe interne e che ignora che anche il consigliere di Sel Romaniello ha notato lo stesso; i secondi hanno parlato di ricostruzione fantasiosa che sa tanto di rozzo attacco di guerra.

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