Occupazione, sviluppo e risorse: la ricetta dell’Intergruppo di Consultazione

MATERA – I ritardi della Basilicata? Responsabilità di tutti, del blocco di Centro-Sinistra, onnivoro e bulimico ma anche del centro-destra, connivente e corresponsabile. Lo hanno ribadito, ieri a Matera, i componenti dell’Intergruppo di Consultazione, Popolari e Riformisti, Movimento per le Autonomie e “Io Amo la Lucania”. Falotico, Mollica e Navazio, presidenti dei rispettivi gruppi in Consiglio Regionale, e Angelo Tosto, in un confronto/dialogo diretto con i cittadini, movimenti e associazioni, hanno rilanciato e discusso i temi più delicati dell’attuale situazione socio-politica lucana: occupazione, rinnovamento della classe dirigente, il rilancio economico, la spesa pubblica e le risorse naturale. I risultati degli incontri sul territorio – confronto diretto coi cittadini anche oggi a Ferrandina – saranno presentati domani a Potenza, alle ore 18, nella sala Minerva del Grande Albergo. Sul tema dell’occupazione giovanile, che ha un legame diretto con la crescita demografica e l’invecchiamento della regione, la ricetta è chiara. Occorre spostare l’enfasi, dalle politiche passive a sostegno del reddito dei disoccupati, verso misure capaci di favorire il loro rientro nel circuito produttivo. L’orgoglio lucano, ha ribadito invece Falotico, lo abbiamo tirato fuori solo una volta, a Scanzano Jonico. La stessa determinazione non abbiamo saputo mostrare su Fenice e sul petrolio. Chi vuole il nuovo piano industriale, ha chiesto e si è chiesto, l’Eni, la Total o lo Stato? Sulle attività estrattive e le royalties, ha ricordato, il principale interlocutore non sono le società petrolifere ma lo Stato. Una sanità diversa, più efficiente e meno onerosa, ha ribadito Falotico, è possibile, operando opportunamente i tagli agli sprechi. La stessa riduzione di spesa che è possibile realizzare in politica, gli hanno fatto eco Mollica e Navazio, ad esempio con un taglio dei costi degli enti partecipati dalla Regione e la modifica dei loro assets. Quanto alla crescita, a partire dalla critica alle ultime manovre, troppo sbilanciate sul contenimento della spesa, è necessario, è stato sottolineato, dare risalto alle politiche di sviluppo.

 

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