PD diviso sul Piano Casa, Cotugno pronto a dimettersi da capogruppo

Angelo Cotugno

MATERA – Se Matera fonda le sue origini sulla roccia murgica, la politica comunale lo fa sul mattone. L’assioma, purtroppo, è cosa nota e la conferma è arrivata puntuale col dibattito sul Piano Casa, il contrastato documento urbanistico che domani, dopo lunghi tira e molla tra i piani alti del Palazzo di Città e le Commissioni competenti, approderà in una seduta pomeridiana di Consiglio comunale che lascia presagire una durata biblica e nella quale il Partito Democratico tornerà a presentarsi spaccato. Anche il fatto che il massimo organico di centrosinistra sia lacerato da contrasti interni, a Matera, era cosa nota, ma la crisi si è aperta ufficialmente con le dichiarazioni del capogruppo, Angelo Cotugno, che in una nota ha annunciato di aver messo a disposizione il suo incarico, a causa del venir meno delle condizioni utili a svolgerlo in modo propositivo e con l’auspicio che la decisione “eviti contrapposizioni e condizionamenti inutili e dannosi che potrebbero complicare il lavoro del Consiglio”. La decisione pare molto sofferta e, al contempo, lascia trasparire una sorta di amara rassegnazione di Cotugno. “Credo sia evidente ed esplicita”, scrive, “l’assenza di una posizione unitaria nel gruppo e nel partito, in grado di fare sintesi e allo stesso tempo di rispondere in modo chiaro agli interessi generali e ai propositi indicati nel programma elettorale e nelle linee programmatiche approvate in Consiglio. Andiamo in consiglio con il gruppo diviso, senza una chiara posizione del partito, con la stessa maggioranza divisa e perplessa ma probabilmente con i numeri sufficienti per approvare il deliberato”. Ciò che, insomma, non fa bene alla città. Quanto al Piano Casa, sul quale Cotugno ha sempre manifestato forti perplessità, la posizione che prevale, scrive ancora, “è lontana dalla mia idea di politica e degli strumenti di pianificazione e programmazione, dalla mia idea di città, di urbanistica, di partecipazione e del rapporto tra politica e imprese”. Inutile la mediazione che il capogruppo del PD dimissionario ha tentato sul Piano Casa, cercando di salvaguardare gli strumenti urbanistici vigenti: in Consiglio domani il PD approderà con posizioni nettamente divergenti. Un dato politico ancora una volta gravissimo. Intanto, il cemento resta tale solo nei cantieri, mentre sfalda la città e l’ennesima amministrazione.

 

Share Button