Piano Casa, il NO delle associazioni e le perplessità degli architetti

MATERA – Il Piano Casa va abbandonato. Senza se e senza ma. Questo in sintesi l’invito che ben sei associazioni materane: Mutamenti a Mezzogiorno, Città Plurale, Matera cinque stelle, Associazione per la sinistra, Sui Generis e Diritti di cittadinanza, hanno rimarcato e ribadito con un documento, consegnato nel corso dell’incontro di ieri, che si è svolto, come noto, nella sala giunta del Comune di Matera, alla presenza del Sindaco Adduce e delle associazioni cittadine e di quelle imprenditoriali di categoria. Un testo che è insieme una sintesi di quello che il Piano Casa rappresenta, a livello operativo e di quello che potrebbe comportare nei contesti urbani. Una cosa è certa. Le associazioni chiedono di non procedere all’approvazione del Piano, perché in deroga agli strumenti urbanistici. Sono proprio il regolamento urbanistico, il piano strutturale comunale e il piano strategico, ribadiscono, gli strumenti in grado di affrontare le emergenze abitative. Storia del Piano casa e contraddizioni. Quando il Govero Berlusconi ha annunciato l’emanazione del Piano Casa, ricordano le associazioni nel documento, ha affermato che sarebbe stato un documento importante per la ripresa economica, in grado di scavalcare gli strumenti urbanistici vigenti, considerati come inutili vincoli, per lo più legati alla cultura ambientalista. Ma i dati forniti dall’Istat, ricordano ancora le associazioni, lo hanno subito smentito. Nei dodici anni compresi fra il 1995 e il 2006, ha reso noto l’Istituto di Statistica, sono stati costruiti più di tre miliardi di metri cubi di costruzioni. Circa il 60percento per attività commerciali e produttive, il resto per residenze. Un vero e proprio tzunami di cemento, sottolineano le associazioni materane, che non ha alcun rapporto con la crescita demografica. Se le associazioni materane esprimono netta contrarietà, anche l’ordine degli architetti non nasconde le sue perplessità. Un processo di crescita edilizia intensa e malregolata, come è stato sottolineato dal presidente dell’Ordine, Olivieri, nel corso dell’incontro di ieri, può determinare effetti pericolosi e perversi, al di là delle buone intenzioni. Gli assetti che oggi diamo alla nostra città, afferma Olivieri, saranno condizionanti per molti anni futuri, anche quando i modi del vivere, dell’abitare, e del pensare saranno diversi da oggi. Oggi più mai la città di Matera ha bisogno prioritariamente di attuare l’intera strumentazione urbanistica che regolamenti lo sviluppo futuro dell’intera città e del suo territorio.

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