Il Consiglio Comunale di Matera ed il Teatro dell’Assurdo

Una seduta del Consiglio Comunale di Matera

Matera. La politica del Nulla. Oppure la politica della finzione. Questa volta è stato destabilizzante partecipare alla seduta del Consiglio Comunale di Matera. Sei ore di discussione in cui tutti pensavano di aver svolto un ruolo e poi si sono ritrovati ad esserne investiti di un altro. Regista di questa operazione paradossale il Presidente del Consiglio Comunale Brunella Massenzio. In buona sostanza per oltre tre ore si è discusso di un emendamento presentato dalla minoranza su cui sono intervenuti 13 consiglieri, compreso il sindaco,  poi alla fine Brunella Massenzio ha spiegato che, così come prevedeva il regolamento,   mancava il parere dei revisori dei conti e quindi il documento era inammissibile. Ha letto bene il regolamento Brunella Massenzio ma allora perché ha consentito una discussione su un documento privo di legittimità? Inoltre la commissione consiliare si è sciolta venerdì sera alle ore 22:00. “Impossibile chiedere il parere sull’emendamento perché nei giorni di sabato e domenica gli uffici comunali sono chiusi” hanno spiegato i consiglieri di minoranza. Quindi in mattinata l’emendamento è stato presentato al Presidente del Consiglio che l’ha sottoposto ai revisori dei conti che a loro volta hanno specificato di non aver avuto il tempo di visionarla con la dovuta attenzione. Questo confermerebbe quanto detto dai banchi della maggioranza e della minoranza ovvero che i consiglieri comunali non sono messi nelle condizioni di poter svolgere il loro lavoro. Ma Il Consiglio Comunale discuteva oggi anche di un ordine del giorno che è stato approvato all’unanimità, inerente i PISU, con il quale si dà mandato ai dirigenti di verificare se esistono le condizioni per recuperare 100 mila euro da destinare alle progettazioni . Il primo punto all’ordine del giorno riguardava invece la decisione della giunta di spendere 152 mila euro per l’assunzione temporanea di personale per effettuare una pulizia straordinaria della città di Matera. Si tratterebbe di 50 persone selezionate dalle liste di collocamento. Un’ azione definita da Angelo Tosto il “panettoncino”  di Natale ovvero  “un metodo malsano di muovere l’amministrazione pubblica che invece di moralizzare la spesa pubblica fa un azione strumentale e populistica per dare il contentino a 50 famiglie che tra un mese si troveranno nell’identica situazione di povertà in cui si versano oggi”. Ma Salvatore Adduce ha spiegato “piuttosto che dare questi soldi alla mensa dei poveri abbiamo preferito utilizzarli così”. E fin qui ci siamo. Poi il sipario sul palcoscenico dell’assurdo si apre. Va in discussione il terzo punto all’ordine del giorno:  assestamento generale del Bilancio di Previsione 2010. Angelo Tosto illustra un emendamento firmato dai consiglieri di minoranza  che in buona sostanza recupera circa 2.533.000,00  per investimenti che riguardano il Museo demo-etno antropologico, la manutenzione delle strade poderali danneggiate dalle recenti piogge, un intervento per l’adeguamento della rete idrica di Venusio dove le famiglie restano senza acqua, la riqualificazione di piazza San Francesco e via del Corso ed un investimento reale sulla predisposizione del dossier per la andidatura di Matera a Capitale della cultura nel 2019. La rimodulazione azzerava somme che l’attuale giunta ha destinato anche non meglio precisate consulenze esterne, all’aumento dei costi per la carta, al canile ed agli arredi degli asili. Su questa proposta si esprimono con più o meno intelligenza e passione Taratufolo e Trombetta del PD, Pedicini del PDL ed Enzo Acito della Lista Stella. Poi tocca ad Angelo Cotugno, PD, che nel rispondere a Tosto presenta anche un emendamento della maggioranza che rimodula 126 mila euro per la manutenzione dei piani viabili, per un progetto d’archivio multimediale delle fonti storiche e per l’acquisto di beni per la villa comunale ed i parchi urbani. Intervengono anche Morea dei Popolari Uniti, Manuello delle civiche e Saverio Acito, Capogruppo del PDL ed infine il sindaco Salvatore Adduce che risponde punto per punto all’emendamento presentato dalla minoranza. Peccato però che tanto impegno da parte dei consiglieri e dello stesso sindaco non sia servito a nulla. L’emendamento mancava del parere dei revisori ed il Presidente del Consiglio ne era ben consapevole. Il rinvio della seduta di qualche ora per consentire ai revisori di svolgere il loro lavoro è stato bocciato dalla maggioranza.

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