Speciale Consiglio Comunale: precari della scuola e acqua pubblica al centro del dibattito

MATERA – Dopo la seduta fiume di giovedì scorso, è tornato a riunirsi ieri pomeriggio il consiglio comunale di Matera. Sette i punti all’ordine del giorno all’esame, ma prima della sua conclusione – al rientro dalla seconda sospensione manca il numero legale e la seduta viene sciolta – si fa in tempo a discutere solo i primi cinque fra quelli presentati. Due fondamentalmente i capitoli che hanno dominato nel corso della seduta: l’emergenza scolastica, fra offerta dei servizi e precariato, proprietà e gestione dell’acqua. Temi di stretta attualità nazionale e infatti la sensazione è quella di trovarsi a Montecitorio invece che nell’aula consiliare di via Ridola. Attenzione puntata al mondo del precariato dunque, ma per ora, solo a quello nel mondo scolastico. Nell’illustrare il primo punto all’ordine del giorno, del quale è anche firmatario, “Problematiche riguardanti la scuola pubblica”, il Consigliere di Sinistra Unita, Cotugno, fotografa la situazione del mondo scolastico a livello provinciale. Sul primo punto all’ordine del giorno, che viene successivamente approvato a maggioranza, è subito botta e risposta fra il capogruppo del PdL, Saverio Acito, e il capogruppo del Pd, Cotugno. La crisi economica non è una invenzione di Tremonti, sottolinea Acito, e occorre far quadrare i bilanci. Il Governo, incalza invece Cotugno, ha scelto di intervenire con pesanti tagli nella scuola, incidendo così sulla formazione delle nuove generazioni. Il dibattito si accende ancora sull’ultimo punto all’ordine del giorno, che il Consiglio riesce ad esaminare, prima dello scioglimento, per mancanza del numero legale. In primo piano,  il “Referendum acqua pubblica e la moratoria delle norme sulla privatizzazione del servizio idrico”. L’acqua, sottolinea Acito, intervenendo anche su questo punto, è un bene pubblico e tale deve rimanere. La gestione del servizio, come avviene per il gas, per i sistemi viari e per gli impianti sportivi, può però anche essere privata. L’acqua, ribadisce Cotugno è un bene comune, indisponibile per una gestione privatistica. Ma su questo punto, fra possibili emendamenti e tentativi di ricucire le divergenze, il Consiglio si incaglia e la seduta si scioglie. Diplomazie probabilmente a lavoro per arrivare ad un ordine del giorno condiviso, come già avvenuto ieri su quello relativo al collegamento stradale “Matera – Gioia del Colle”, approvato all’unanimità.

 

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