436 delibere senza passare dai banchi della democrazia

Matera. Erano contenti gli ausiliari del traffico il 23 settembre del 2009 quando il Consiglio Comunale di Matera approvò la somma necessaria alla loro stabilizzazione e la giunta lasciò loro la speranza di un aumento delle ore contrattuali nel futuro. Ma dopo quella seduta per il Consiglio Comunale non c’è stato più un futuro in termini di dibattito. Ovvero la città di Matera è governata senza la partecipazione degli eletti. Pensate infatti che in sei mesi di commissariamento sono state approvate 248 delibere, alcune contestate notevolmente dalla società civile e mai portate tra i banchi della democrazia. Poi è toccato alla giunta Adduce, 188 delibere approvate sinora  ma dalla prima, la numero 159 del 6 maggio del 2010, è sempre risultata assente Teresa Bengiovanni  il cui nome misteriosamente sparisce addirittura dall’elenco degli assessori dal 30 giugno palesando così lo stato di illegittimità del governo cittadino. L’articolo 28 dello Statuto Comunale spiega infatti che la giunta si compone di un numero variabile di assessori da un minimo di otto ad un massimo di dieci. Ma è ormai evidente che per questa amministrazione il rispetto delle regole viene dopo il rispetto degli accordi politici. L’assenza prima e la scomparsa poi della Bengiovanni appartiene alla logica della spartizione quella per cui i Popolari Uniti  ed i Socialisti, due consiglieri comunali eletti, continuano a storcere il naso. La stessa logica che paralizza la città con le guerre intestine nel PD nonostante l’accordo siglato da Roberto Speranza, segretario regionale, che prevedeva Brunella Massenzio seduta in cima alla presidenza dell’assise in cambio dell’azzeramento della giunta. Ma quali deleghe e come distribuirle quando gli appetiti sono tanti e diversi? La Lista Stella che con l’azzeramento brucerebbe anche l’assessore Maria Pistone destinata a tornare a casa perché al suo posto in consiglio è già entrato Enzo Acito , l’Italia dei Valori,  Sinistra ecologia e libertà, l’API ed infine il grande Partito Democratico. Naturale per la minoranza insistere allora sull’elezione del consigliere più votato dai cittadini materani. Angelo Tosto ribadisce la sua disponibilità ad un voto neutro pur di ripartire, diversamente sarebbe una scelta politica ed a quel punto sarebbe sempre in piedi la candidatura di Toto. C’è l’accordo o non c’è cambia poco a questo punto. Intanto il Sindaco ha davvero poche ore per assumersi la responsabilità della decisione, quella per cui si trova a ricoprire l’incarico di primo cittadino.

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