Troppo corta la coperta nella maggioranza Adduce. Una settimana per decidere chi resterà al freddo.

La Giunta Adduce durante la seduta del Consiglio Comunale del 12 luglio

Matera. Se tiri la coperta in su prendi freddo ai piedi, se la tiri in giù alla testa. Dunque quando la coperta è corta puoi solo decidere dove prendere freddo. Evidentemente qualcuno è rimasto scoperto se ieri nel tardo pomeriggio il Sindaco Salvatore Adduce si è accorto che l’accordo con i suoi non c’era più, al suo arrivo in aula per la seduta del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto far ripartire dopo 90 giorni la città di Matera. Invece Angelo Cotugno ha chiesto il rinvio, e per la fretta di annunciare quella che è sembrata una fuga dall’aula non si è nemmeno  accorto che il consigliere anziano non aveva ancora annunciato i punti all’ordine del giorno. Già perché la discussione è cominciata  con lo sguardo rivolto allo striscione degli ex dipendenti Apea “ Presidente, non vogliamo soluzioni tampone ma lavoro certo e definitivo!”. E la certezza di poter governare a questo punto è anche l’unico desiderio di Adduce che non riesce a superare l’impasse della distribuzione delle deleghe assessorili nella grande coalizione, vero nodo che impedisce a Brunella Massenzio, Italia dei Valori, vestita d’azzurro ieri, di sedere al posto di Nunzia Antezza. Ma nessuno sembra voler rinunciare al proprio orticello fregandosene dell’opinione pubblica, dell’elettorato, della paralisi della città, della lista dei senza lavoro che aumenta vertiginosamente. Così si è andati al voto con la speranza che sette giorni siano risolutivi anche se nel Partito Democratico le spaccature sembrano destinate per statuto ad aumentare. La riflessione di Angelo Tosto è stata una presa di posizione netta e severa quando ha sottolineato che oggi la città non può tornare ad un commissario e ha chiesto la votazione immediata sul nome del Presidente del Consiglio proposto dal Sindaco. Assist non colto da Adduce che ai nostri microfoni ha poi spiegato  che non si aspettava  l’ennesima rottura dopo che il cerchio sembrava chiuso in mattinata. Incomprensibile resta l’astensione del PDL soprattutto dopo che Saverio Acito si era detto contrario al rinvio ed appellato alla dignità di Adduce, chiedendogli di ritirarsi ed in buona sostanza di tornare al voto. Di “nullismo” invece parla la Grande Lucania lasciando a Nino Grilli il compito di commentare aspramente la “terza brutta figura” di una maggioranza composta da persone “politicamente inconcludenti e ridicole” ed un sindaco “ostaggio” e “incapace di trovare accordi comuni non solo semplici nella loro attuazione, ma soprattutto necessari per il normale svolgimento dell’amministrazione della città”. Nino Grilli affonda, con la penna e parla di una Giunta “incompleta che continua ad agire autonomamente, senza il dovuto confronto con il consesso cittadino. Alla carlona! Senza alcun programma preciso” dice Grilli “lasciando il tutto all’improvvisazione e rendendo la città alla mercè di una situazione veramente paradossale, all’immobilismo completo”.

 

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