Torna a riunirsi il Consiglio Comunale di Matera

Matera. A tre settimane di distanza dalla prima seduta, lunedì pomeriggio prossimo tornerà a riunirsi il Consiglio Comunale di Matera. Il sindaco Adduce, insomma, proverà a far salpare nuovamente l’arca popolosa e variegata della maggioranza dopo il naufragio del primo tentativo, quando il centrosinistra si è arenato sulla elezione del Presidente del Consiglio. E da questo punto l’assemblea ripartirà lunedì, straordinariamente riunita nella sala consiliare del Palazzo della Provincia. La prima seduta si concluse con il disaccordo della maggioranza sul nome di Brunella Massenzio dell’Italia dei Valori alla Presidenza e con l’uscita dall’aula, al tentato avvio della terza votazione, dei consiglieri del Partito Democratico della componente Antezza-Santochirico, in evidente disaccordo con la scelta e per la mancata rappresentanza nella Giunta che Adduce non è ancora riuscito a presentare ufficialmente al Consiglio. Dopo questa clamorosa debacle, a sanare i conflitti interni al PD è stato chiamato direttamente il segretario regionale, Roberto Speranza. Ad oggi, però, non è dato conoscere quale sarà il futuro dell’assetto politico comunale, anche se l’ipotesi più papabile è quella di un rimpasto di Giunta che tenga conto delle rivendicazioni dei consiglieri Democratici dissidenti. In questo modo si parlerebbe già di un governo Adduce-bis, ad appena venti giorni dall’insediamento del primo esecutivo, con tre nuovi assessori espressione di quest’ultima componente. L’ipotesi della Massenzio alla Presidenza del Consiglio, così, apparirebbe più perseguibile anche se non vanno trascurate le aspirazioni a tale postazione di Nunzia Antezza, il consigliere più suffragato che per ora fa le veci del Presidente, che farebbero traballare ulteriormente i già fragili accordi interni. La quadratura del cerchio, insomma, è ancora da trovare e per il sindaco Adduce si preannuncia un week-end denso di consultazioni. Una cosa è certa: Matera, per il momento, più che un primo cittadino ha un arbitro, impegnato a dirigere un torneo a nove squadre, tante quante sono le anime, profondamente diverse, che compongono la sua maggioranza. Forse dieci, anzi, visto che il PD, per ora, appare ancora spaccato in due.

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