Il Brutto esordio di Adduce secondo Matera Cambia!

Matera. “Un brutto esordio” . E’ questa la definizione che Matera Cambia destina alla prima seduta del consiglio comunale di lunedì scorso. “Particolarmente censurabile” scrivono “è parso il comportamento tenuto dall’Italia dei Valori in tale occasione, con la pretesa di imporre ad oltranza, all’assemblea consiliare, la neoconsigliera Massenzio. Dinanzi a tale assoluta mancanza di senso di responsabilità, è grottesco che proprio IdV accusi gli altri partiti di maggioranza di “egoismo” ed “arrembaggio” alle poltrone”. Poi il movimento fa riferimento alla nuova squadra di governo: “la composizione della Giunta, poi, e l’attribuzione delle deleghe agli assessori (in particolare quella alle Attività produttive) risente dei diktat dei partitini della coalizione ed appaiono in gran parte sganciate da criteri di merito, compentenza e professionalità”. Insomma la paura è che Adduce “al momento di affrontare questioni importantissime per la città (si pensi solo al Regolamento Urbanistico da adottare) possa restare prigioniero della rissosità delle varie anime dell’attuale maggioranza.
Matera Cambia! aveva già avvertito, in campagna elettorale, che le 9 liste che componevano la coalizione poi risultata vincente, non condividevano e non condividono un comune programma di governo della città, oltre ad essere eterogenee ed inconciliabili tra di loro.  L’urgenza e gravità dei problemi che soffocano la città e i cittadini materani non può essere affrontata con la sola spartizione partitica e correntizia delle poltrone: così si compromette la qualità e la serietà dell’azione del governo comunale.
Per questo Matera Cambia! chiede al sindaco Adduce, di resistere ai diktat delle varie correnti e gruppi nei quali si divide la sua maggioranza, di non farsi relegare al sesto piano del Comune ma di riuscire ad esprimere un governo autorevole della città che sia adeguato alla quantità, alla qualità ed al livello di difficoltà dei problemi urgenti da risolvere e delle residue opportunità da cogliere per ridare fiato all’asfittica economia cittadina”.

 

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