I lavori del primo consiglio comunale di Matera

Un momento del consiglio comunale

Matera. “Il mattino ha l’oro in bocca”. Indicavano così l’operosità dell’alba e l’importanza delle prime azioni i latini. Ma dopo Jack Torrence, nella magistrale pellicola, la frase è diventata anche simbolo d’ossessione e caparbietà distruttiva. E se sappiamo che tra il protagonista di Shining ed il sindaco di Matera c’è una notevole differenza capiamo anche che l’ostinazione non ha prodotto quella buona pagina da prima seduta del consiglio comunale, ieri a Matera. Così dopo un giuramento d’alto contenuto ed emozione e l’intervento, su proposta del consigliere Angelo Tosto, di un rappresentante degli inoccupati, Salvatore Adduce ha dovuto fare i conti con il Partito Democratico. Il suo partito. Due i candidati alla Presidenza del Consiglio Comunale. Augusto Toto, presentato dal gruppo di Angelo Tosto e Brunella Massenzio dell’Italia  dei Valori. Ma prima di andare al voto i consiglieri del PD Tralli, Taratufolo, Paradiso e Antezza, che presiedeva la seduta come consigliere anziano, lasciano i banchi e l’enfatico clima da “prima” si tramuta in palese conflitto. Si va al voto. Annullato. Il segretario generale, come sottolineato da Cosola, PDL,  dimentica di siglare le schede. Ma i numeri in sostanza non cambiano. Da regolamento ci vogliono almeno i 2/3 dell’assemblea che non ci sono nelle due votazioni successive. Il voto è segreto ma se sappiamo ancora fare di conto per Augusto Toto non hanno votato i consiglieri del PDL; c’è chi ipotizza la mano lunga di Buccico chi invece parla di gruppo di opposizione tutto ancora da costruire. Fatto sta che dalla prima alla seconda votazione i numeri di Toto aumentano da 9 a 10, le bianche passano da 4 a 5, la Massenzio non va oltre i 16 e l’ulteriore dissenso nel Partito Democratico è dimostrato dai 4 voti per Angelo Cotugno, consigliere PD. Quest’ultimo chiede prima il rinvio della seduta, appoggiato nella richiesta da Angelo Tosto che invita i presenti a valutare con calma e responsabilità l’opportunità di scegliere Toto come presidente del Consiglio Comunale. Poi Adduce stigmatizza Angelo Cotugno “dobbiamo andare avanti” dice e viene accolta la proposta di sospensione, quindici minuti, per permettere alla maggioranza di discutere, ancora. Ma gli scenari cambiano nuovamente. Il gruppo di Angelo Tosto lascia l’aula e lo seguono, dopo la terza votazione che non cambia le sorti della Presidenza del Consiglio, altri tre del PD:  Cotugno, Scarola e Montemurro. Tra i banchi restano in pochi, 18; interviene Acito che, con statuto alla mano, ricorda che nessun atto può essere svolto senza prima eleggere il Presidente del Consiglio Comunale. Neanche la giunta può essere presentata ed anche il PDL se ne va . Alla fine manca il numero legale. E a meno di 30 giorni dalla sua elezione il Sindaco è costretto a stoppare l’attività perché non ha la maggioranza. Ma la città, come evidenziato anche dai cittadini presenti in aula, ha bisogno di operatività immediata. E dispiace.  A chi ha assistito all’estenuante andirivieni dei consiglieri di maggioranza ed alle incursioni di cattivo gusto del pubblico, a Rosa Mastrosimone, neo assessore regionale,  che dopo Silvestri è intervenuta personalmente in via La Vista, a Brunella Massenzio che sicuramente non prevedeva così pochi voti ed ai nuovi assessori che imbellettati ma senza delega aspettavano di essere presentanti davanti al Consiglio, ai cittadini a cui era stata promessa stabilità e governance. Gioco fermo. La palla ora torna nel Partito Democratico. Tutto da rifare.

 

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