Le riflessioni di Olivieri sul Pdl materano

Il simbolo del PDL

MATERA – Un “Popolo delle Libertà” che abbandoni il concetto di “partito caserma” e si apra anche al blocco civico. E’ quello che auspica, a Matera, Giuseppe Olivieri, ex-coordinatore cittadino del partito, dimessosi all’indomani della debacle elettorale del centrodestra alle Elezioni comunali, intervenuto nuovamente nel dibattito politico locale con l’intento di stimolare una svolta all’interno di un Pdl che nella città dei Sassi, come dimostra il recente rinnovo del coordinamento, rappresentato da Nicola Rocco, appare sempre più sbilanciato verso la quota An. “Finalmente”, scrive Olivieri in una nota, “è dato comprendere su quale libro contabile annotare le sconfitte umilianti subite dal partito negli ultimi anni. L’avanzata degli ‘Aennini’ nel Pdl, a Matera, è avvenuta grazie ad una ‘dirigenza letargica e superficiale’ e nonostante questi abbiano sempre considerato un disonore il matrimonio con Silvio Berlusconi, salvo poi approfittare delle sue doti di comunicatore e statista nel convogliare l’elettorato verso una coalizione che mai aveva governato l’Italia”. Ma a Matera, spiega Olivieri, alle aspirazioni autentiche, collettive, civili di alternativa di governo reale, si sono sostituiti il “vanto politico di mediocre periferia comiziale per l’acquisizione di seggi, scranni o temperature preferenziali di ristretto simposio, cui sono seguiti ‘stappi’ di prosecchi d’annata, solo per ostentare la ‘relativa’ forza politica all’interno di un comune contenitore, nonostante sconfitte apocalittiche con percentuali da Biafra, diaspore interne, epurazioni menscevìche, azzeramenti dei perimetri della coalizione che hanno allontanato gli alleati e regalato Matera di nuovo al centrosinistra, a causa di un Sindaco che improvvisamente ha smarrito la vocazione politica e si è dimesso, senza che i vertici del Pdl abbiano battuto ciglio, mostrandosi incapaci di gestire un grande partito in un territorio così piccolo”. Ma “ora che i Finiani sono usciti allo scoperto, ora che il Pdl comunale è al 12 per cento, ora che gli ‘Aennini’ hanno fatto incetta di Scranni nelle varie realtà istituzionali della Regione o di un qualche Consiglio Comunale, ora che tutto sembra essere arrivato alla fine”, conclude Olivieri, “è tempo di cambiare rotta e modalità gestionali, andando a cercare quegli elettori che non si riconoscono nel centrosinistra e che ammontano a molto di più del 12 per cento, come dimostrato dal turno di ballottaggio, in cui un blocco civico è stato in grado di sopperire alle falle aperte da ‘questo’ Pdl e che dopo la risicata vittoria del centrosinistra è l’unica opposizione vera ed organizzata in Consiglio, alla quale occorre aprire porte e finestre, togliendo i tornelli e le recinzioni dal portone della segreteria per avviare un percorso di comuni intendimenti”.

 

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