Santantonio scrive a Tortorelli sul Caso Gentile

Il Palazzo CCIAA a Matera

Matera. Primi attriti nella Camera di Commercio di Matera dopo la nomina ad assessore regionale della vice-presidente dell’Ente, Rosa Gentile. Il componente della Giunta camerale in rappresentanza del settore Industria dell’Api, Francesco Santantonio, ha stigmatizzato la nota stampa di ieri, firmata dal Presidente, Angelo Tortorelli, nella quale è stata comunicata la piena soddisfazione della Giunta e del Consiglio camerali per la nomina della collega Gentile. Ma Santantonio, sul punto, ha voluto precisare che non ha mai dato mandato ad alcuno per parlare in suo nome e per suo conto sulla questione. “La Giunta e il Consiglio, in quanto organi collegiali”, ha scritto Santantonio in una lettera a Tortorelli, “prima di esprimersi su qualunque argomento, anche se in maniera informale, devono quanto meno essere sentiti”. Pertanto per il futuro Santantonio rivendica di essere ascoltato prima di condividere le scelte del suo Presidente, non tollerando che altri esprimano pareri e giudizi attribuibili anche a lui, come nel caso di un tema delicato come la nomina assessorile regionale della Gentile che implica un mutamento della Giunta camerale, che è e rimane al centro della sua attenzione e delle sue responsabilità di amministratore della Camera di Commercio. “Senza nulla togliere alla signora Gentile”, conclude Santantonio, “negli ultimi tempi la Camera si è dimostrata troppo appiattita su sollecitazioni che provengono da componenti politiche che nulla hanno a che fare con l’autonomia decisionale e gestionale di un ente che deve tenersi lontano dalla politica degli interessi personalistici”. Peccato però che Santantonio, in tutto questo discorso, abbia dimenticato che lui per primo, in contesti politici locali, si presenta come rappresentante di un movimento, quello della “Lista Stella”, decisamente organico agli apparati istituzionali locali, senza peraltro aver alcun titolo formale in tal senso. Ecco perché a questo punto il commento di Santantonio alla nota di Tortorelli diventa incoerente, poiché chi critica si sente legittimato a farlo pur agendo ripetutamente in nome e per conto di quella politica che vorrebbe lasciar fuori dalla Camera di Commercio e che invece lui stesso finisce col rappresentare.

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