Tosto segnala il pericolo cemento a Matera

Il consigliere comunale Angelo Tosto

MATERA – “Un guardiano inflessibile pronto a qualunque azione”: Angelo Tosto annuncia alla stampa che se non dovessero darsi a breve risposte risolutive e chiarificatrici a tematiche scottanti, che riguardano “il grande male che ha attanagliato e che continua ad attanagliare Matera”, ovvero l’uso indiscriminato del cemento, toglierà il fiato alla maggioranza al Comune di Matera. Il riferimento va oltre la vicenda dell’approvazione del piano relativo all’ex area Barilla, “posto in essere senza alcun rispetto delle procedure di partecipazione democratica previste per legge”, come dichiarato da Tosto nei giorni scorsi, prima che diventasse argomento di dibattito di amministratori ed ex-amministratori, ed approda ad un altro macigno, che richiede approfondimento e soprattutto chiarimento istituzionale: l’approvazione del Programma Triennale delle Opere Pubbliche, in cui figura il caso, eclatante, di Piazza della Visitazione, per la quale sono state impiegate risorse per 500 mila euro in quest’anno solo per l’incarico progettuale. Una vicenda che nasconde delle irregolarità che Tosto definisce “gravissime”, poiché si è agito in assenza di conformità urbanistica ed ambientale e soprattutto della disponibilità finanziaria per far fronte a tali impegni di spesa. “Chiaramente su questi episodi, come per i precedenti”, spiega Tosto, “vanno subito individuate, non solo le responsabilità, già evidenziate, della gestione commissariale che ha supplito al solo ruolo politico, ma anche, e soprattutto, le responsabilità della parte tecnica, quella cioè dei dirigenti comunali che hanno avallato con i loro pareri di legittimità l’approvazione dei suddetti piani”, sui quali nessun esponente della maggioranza si è ancora pronunciato, come su altre varianti approvate durante la gestione commissariale. Un altro caso, infatti, è relativo al borgo Venusio dove con altrettanta “insolita tempestività”, e senza il rispetto delle regole di partecipazione e normative, si è proceduto alla cessione al Comune, da parte del costruttore, del 35% di edilizia residenziale pubblica laddove la legge di riferimento prevede un minimo del 40% in un’area tra l’altro non edificabile, su cui poi l’amministrazione Comunale potrà, se vorrà, realizzare i detti alloggi a propria cura e spese. “La variante, inoltre”, aggiunge Tosto, “prevede l’eliminazione di una prevista multisala cinematografica, proprio per dar spazio agli ulteriori 72 alloggi di edilizia privata”. Al di là delle modalità e della natura dell’intervento, c’è da riflettere anche sull’aggravio sulle finanze comunali che ciò potrà comportare allorché le imprese che a suo tempo hanno partecipato alla gara apriranno un contenzioso con l’amministrazione, in conseguenza delle mutazioni contrattuali sopravvenute rispetto all’affidamento originario. Contenziosi che certamente si aggiungeranno a quelli già presenti, vedi mattatoio e autoparco, di cui qualcuno dovrà in ogni caso tener conto e rispondere pubblicamente. Ecco perché in conclusione Tosto si aspetta che la revoca di tali interventi “sia oggetto della prima decisione che il sindaco Salvatore Adduce dovrà sottoporre all’esame del Consiglio Comunale, affinché si dia prova tangibile di voler fermare il più che trasversale partito del mattone prima che esso affossi definitivamente Matera”.

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