Cronaca di un giorno irreale a Matera

Matera. Due coalizioni, una di centrosinistra l’altra civica, alle quali il cuore non ha mai battuto così forte, festeggiamenti reciproci avviati, poi bruscamente interrotti e poi ancora ripresi, col rischio che si trasformassero in esplosioni di rabbia, una città letteralmente spaccata in due, prima tra astensionisti e votanti e poi ancora, nell’ambito di chi si è recato alle urne, tra fautori del ritorno del centrosinistra e sostenitori dell’avanzata civica. Matera si è presentata così nel pomeriggio di ieri, a scrutinio ormai avanzato dei voti del ballottaggio per la designazione del nuovo Sindaco. Una vittoria andata in extremis a Salvatore Adduce e ad un centrosinistra che torna al governo dopo una infelice parentesi amministrativa di centrodestra, per un esiguo 0,6% che ha ancora più effetto se tradotto in termini di preferenze numeriche, 179 voti in più del concorrente Angelo Tosto, imprenditore riconosciuto in poco tempo come leader di un movimento cresciuto spontaneamente in modo costante, nel quale si riconoscono tutti coloro che hanno voglia di riscattarsi da una politica troppo autoreferenziale e purtroppo sempre più palesemente trasversale e consociata che non ha saputo cogliere, in decenni, le istanze della collettività. Ed oggi i Materani le hanno chiesto il conto che però, visti i risultati, deve ancora essere saldato del tutto. Ecco perché quando la vittoria di Adduce è stata ufficializzata dai dati ministeriali, dai quali emergono anche 786 schede nulle, forse troppe per un voto così semplice, i festeggiamenti sono stati timidi, poco rappresentativi, al punto tale che il neo-primo cittadino ha dovuto rinunciare al primo saluto in piazza Vittorio Veneto, incalzato dai contestatori, per poi ritornare sul palco un’ora dopo proprio insieme a Tosto. Un atto dovuto, forse ancor prima che voluto, per non scollare ulteriormente la città che, mai come ora, a prescindere da politica e relativi colori, ha bisogno di essere ricucita nelle sue ferite più profonde. Ora dovranno pensarci una Giunta che dovrà essere competente ma soprattutto sensibile ed un Consiglio di venticinque seggi di maggioranza e quindici di opposizione, dieci per la coalizione di Tosto e cinque per il PDL, compreso Saverio Acito, il candidato sindaco di centrodestra fuori al primo turno, ieri salito sul palco di piazza Vittorio Veneto a salutare i due concorrenti del ballottaggio. Da quel momento in poi Matera è piombata nel silenzio più totale, quasi come se si fosse rintanata a riflettere su quanto accaduto. Poi questa mattina, all’indomani, si è svegliata sotto un cielo uggioso e, a tratti, piovoso. Sembra quasi autunno e sotto questo stesso cielo grigio trascorreranno la giornata coloro che fino a qualche giorno fa dicevano di voler andare al mare. Troppo presto per tornare sulle spiagge, troppo tardi per tornare indietro.