Comunali a Matera tra scontri e confronti

I 6 candidati durante il confronto alla Camera di Commercio

Matera – 23 marzo 2010. E’ Mimmo Savino questa volta a subire le bassezze della campagna elettorale, il suo comitato è stato colpito, nel pomeriggio di ieri, forse, mentre partecipava ad uno dei confronti tra candidati alla carica di sindaco in cui chiedeva continuamente il rispetto delle regole. A pochi giorni dal voto, mentre alcuni ignobili utilizzano strumenti come la calunnia, il ricatto e la violenza, i candidati sindaco si confrontano pubblicamente prima nella sede de Il Resto, subito dopo pranzo, dov’è stato interessante anche il dietro le quinte, quando, tra battute più o meno intelligenti, i sei rivelano una capacità di relazione a tratti anche simpatica. Poi corrono in Camera di Commercio per rispondere alle domande dell’ing. Vito Labarile, vice presidente della Fondazione Carime, Pasquale Lorusso , presidente vicario di Confindustria Basilicata, Gianni Schiuma, presidente di Confesercenti. Ed ecco che i corridori si posizionano per gli ultimi cento metri, cambiando nettamente strategia. Mimmo Genchi sceglie, senza mezzi termini, di passare all’attacco, specificando di essere diverso dalle altre formazioni civiche avendo dalla sua parte movimenti preesistenti come il circolo Gino Giugni e SassiKult. Cinza Scarciolla appare invece più moderata: la perdita di aggressività la si vede nella proposta subentrata alla denuncia e che la accomuna ad alcune iniziative di altri candidati. Mimmo Savino, che si definisce l’uomo invisibile per aver scelto di non utilizzare il cartaceo nella campagna, è l’unico che continua la sua corsa come un treno senza finestre: va per la sua strada, che piaccia o no. Saverio Acito resta il sereno moderato per eccellenza, ha dalla sua parte l’esperienza amministrativa e concetti come visione e sogno; quando parla di politiche sociali prova a spiegare il valore della parola “comunità”. Ma la sensazione è che nel quadrato del match ci siano Salvatore Adduce ed Angelo Tosto. Il candidato del centro sinistra ribadisce il concetto dell’autorità politica necessaria e dell’importanza delle cooperative; attacca a spada tratta, ironizzando sulle reali capacità imprenditoriali dell’avversario e parlando dei danni che quest’ultimo avrebbe causato alla città. Angelo Tosto ribadisce che l’unica cosa da fare per risollevarsi è liberarsi proprio dell’oppressione dell’autorità politica e, quasi divertito dagli attacchi, risponde spiegando che le competenze sono manifeste e che chiunque ha la possibilità di verificare invece che cosa e quanto Adduce, nella sua lunga carriera politica, abbia fatto in favore di Matera.

 

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