“Matera cambia!” con una politica fattiva e credibile

Il candidato sindaco, Domenico Genchi

MATERA – “E’ strano trovarsi sul palco da candidato primo cittadino quando poco prima dallo stesso é sceso il sindaco uscente che appoggia un altro ex-sindaco candidato, nonostante l’epilogo triste della sua amministrazione”. Ha esordito così, ieri sera, Domenico Genchi, nel primo comizio in piazza Vittorio Veneto della lista “Matera cambia!”, la civica con la quale concorre alle prossime comunali, dopo essere stato consigliere nella scorsa legislatura, inizialmente proprio a sostegno di Acito e della giunta di centrodestra, nella quale l’unica cosa cambiata, rispetto alle esperienze di centrosinistra, sono stati i blocchi di potere che hanno gestito la cosa pubblica. Una esperienza personale della quale Genchi salva l’opportunità che ha avuto di conoscere veramente la gestione del Comune, completamente diversa dalle buone intenzioni elettorali e nella quale l’interesse pubblico è sempre arrivato dopo rispetto agli interessi forti rappresentati da tutti coloro che vogliono mettere le mani sulla città, agevolati da dinamiche di partito verticalizzate che ne condizionano le attività, spesso paralizzandole, contrariamente a quanto invece può fare una rappresentanza civica che è senza padroni e nasce dall’apporto di professionisti e di realtà associative collaudate come il circolo “Gino Giugni”, dei blogger di “SassiKult”, degli studenti di “Sui-Generis”, presenti con una lista alle Regionali. Gente che si è messa in gioco per un sogno che può diventare un’idea se incontrerà il consenso ed il buon senso degli elettori, che non possono continuare a scegliere come risolutori dei problemi della città gli stessi che li hanno creati. Matera deve riprendere dignità e non elemosinare più risorse ambendo all’allineamento dei colori politici dei governi territoriali, bensì reperirle dall’interno come d’altronde è possibile. Basti pensare, ha detto Genchi, alla licenza di una farmacia comunale, la cui apertura gioverebbe alla comunità ed all’Ente, disponibile e mai assegnata; al bando dei parcheggi a pagamento, servizio tra i più redditizi in città, che non andrebbe esternalizzato; all’opportunità di costruire case a basso costo per i cittadini con l’edilizia comunale, altra ingente fonte di guadagno per l’ente, che permetterebbe di utilizzare suoli pubblici e di non alimentare la speculazione del privato, come avvenuto a Venusio, dove al posto di un multisala sono state previsti 38 mila metri cubi di case o ad Agna dove si è dato parere favorevole ad un piano da 600 alloggi, nonché di scongiurare ogni possibile ipotesi di cemento da versare sul campo sportivo e sull’area della ex-Barilla.

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