I contenuti della lettera di dimissioni di Buccico

Il Sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico

Il Sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico

MATERA – La conferma delle dimissioni di Buccico, rassegnate in una lettera consegnata al Segretario generale del Comune, si è avuta dall’Ansa. Nel testo della missiva del Sindaco si legge: “la incompiutezza della legge elettorale, che pure ha permesso ai materani di scegliermi come sindaco ha facilitato il gioco al massacro che la disarticolazione della più parte delle liste civiche ha favorito: e, peraltro, la coalizione che mi ha sostenuto si è ridotta numericamente per ragioni, ancora oggi oscure, che soltanto il tempo, non oso dire la storia, disvelerà. Non è facile, con una macchina comunale che va riorganizzata e rivitalizzata, pur a fronte di un lavoro faticosamente iniziato, superare difficoltà ed ostacoli: posso, a voce alta, affermare di non aver consentito privilegi, di aver difeso e, spesso, ripristinato la legalità, di essere stato vicino ai più deboli, lontano dagli intrighi e dalle nequizie di quanti ritengono inesistente e pleonastica la distinzione tra il bene e il male”. Buccico ha parlato, inoltre, della sua “passione per la città, vittimizzata dalle quotidiane distorsioni mediatiche e bisognevole di disinteressata dedizione: è necessario che i partiti e il mondo associazionistico si riapproprino della progettualità e della organizzazione del consenso, attraverso i processi molecolari della democrazia”. Infine, il sindaco ha denunciato “trasformismi, il respiro corto del piccolo cabotaggio, le amnesie ricorrenti, soprattutto di quanti schizofrenicamente hanno mutato d’abito e di postura da un palazzo all’altro”.

Successivamente la lettera è stata diffusa anche dall’Ufficio Stampa del Comune di Matera, ecco il testo integrale:

Al Consiglio Comunale

e per esso

Ai Signori Consiglieri Comunali

Le considerazioni emerse nel corso dei lavori dell’ultimo Consiglio Comunale e la successiva riflessione maturata mi rendono oggi, dopo la doverosa accoglienza del Presidente Napolitano, sereno nei comunicare le mie dimissioni da Sindaco della Città di Matera.

Compio questo passo con senso di responsabilità, pur nella amara consapevolezza della interruzione di percorsi virtuosi intrapresi nell’esclusivo interesse del nostro territorio e dei cittadini materani.

La incompiutezza della legge elettorale – che pure ha permesso ai materani di scegliermi come Sindaco – ha facilitato il gioco al massacro che la disarticolazione della più parte delle liste civiche ha favorito: e, peraltro, la coalizione che mi ha sostenuto si è ridotta numericamente per ragioni – ancor oggi oscure – che soltanto il tempo (non oso dire la storia) disvelerà.

Non è facile, con una macchina comunale che va riorganizzata e rivitalizzata pur a fronte di un lavoro faticosamente iniziato, superare difficoltà ed ostacoli: posso, a voce alta, affermare di non aver consentito privilegi, di aver diffuso e, spesso, ripristinato la legalità, di essere stato vicino ai più deboli, lontano dagli intrighi e dalle nequizie di quanti ritengono inesistente e pleonastica la distinzione tra il bene e il male.

La esperienza di Sindaco, ha rinsaldato comunque la mia passione per la città, vittimizzata dalle quotidiane distorsioni mediatiche e bisognevole di disinteressata dedizione: è necessario che i partiti e il mondo associazionistico si riapproprino della progettualità e della organizzazione del consenso attraverso i processi molecolari della democrazia.

Nel ringraziare gli amici della Giunta e quanti tra i consiglieri, trasversalmente intesi, che hanno lavorato per la Città, non posso non trascurare di denunciare i trasformismi, il respiro corto del piccolo cabotaggio, le amnesie ricorrenti soprattutto di quanti – schizofrenicamente – hanno mutato d’abito e di postura da un palazzo all’altro.

Ringrazio ancora, i dirigenti, pressocchè tutti con i quali ho lavorato quotidianamente e i dipendenti laboriosi: invito tutti a seguirne l’esempio.

Ritorno cittadino in patria per servire – con la dignità che ho inteso preservare quale bene primario – gli interessi di Matera e contribuire ancora a disegnarne traguardi e prospettive.

E certamente non mancheranno i giorni per illustrare i bilanci e rilanciare le speranze.

Matera, 5 ottobre 2009

Emilio Nicola Buccico

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