Notte della Taranta, Gualazzi show: in 200mila a Melpignano (Le)

Fa scatenare, travolgente, giovane ed eclettica: la Taranta morde più forte che mai con le mille sfumature in cui la dipinge Raphael Gualazzi che firma la ventesima edizione del Concertone, a Melpignano (Lecce), delineando un nuovo futuro per la musica popolare salentina. Un nuovo ciclo in cui anche la danza è protagonista. Lo ha dimostrato l’Etoile della Scala, la salentina Nicoletta Manni, che si è confrontata con le proprie origini in ‘punta di piedi’, portando sul palco l’eleganza della danza classica mista alla sensualità prorompente della pizzica. Nella Notte della Taranta di Gualazzi è stato impossibile stare fermi. E non si sono fatti pregare i duecentomila pizzicati, in prevalenza sotto i 30 anni, che non si sono fatti scoraggiare dalla paura di attentati nè dalle stringenti misure di sicurezza. Uno spettacolo “unico”, come promesso, con complici illustri. A cominciare dalla calda voce jazz di Gregory Porter, due premi Grammy all’attivo; a scaldare l’anima e a far riflettere ci ha pensato poi la ‘Preghiera delle madri’ dell’israeliana Yael Deckelbaum, accompagnata dalla toccante coreografia di Luciano Cannito che, intorno alla prima ballerina Manni e con la professionalità del Corpo di ballo de La Notte della Taranta, ha rappresentato la forza delle donne che in Medioriente si battono per dare ai figli un futuro senza guerra. I talenti si sono quindi alternati senza sosta e senza risparmiarsi: il chitarrista di David Bowie, Gerry Leonard; il sassofonista dei Rolling Stones, Tim Ries; e il percussionista cubano Pedrito Martinez hanno dato man forte alle ‘visioni sonore’ del maestro concertatore. Ha fatto lo stesso la cantante statunitense Suzanne Vega, a suo agio sia col dialetto salentino sia con la versione ‘pizzicata’ della sua celebre ‘Luka’. La festa è andata avanti tra gli assoli delle voci della Taranta, poi, il microfono è passato all’unico ‘special guest’ italiano: spazio allora ai salentini Boomdabash, con una potente ‘Acqua de la funtana’. E’ stata una versione blues di ‘Cala la capu’, che Gualazzi ha cantato tra gli applausi dei musicisti dell’Orchestra popolare, il preludio del gran finale quando nell’aria le voci degli ospiti internazionali si sono mescolate a quelle salentine nella serenata ‘Kalinifta’.

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