Banca Popolare di Bari, Savona (Consob): “Si presume che il patrimonio netto dell’istituto sia stato perso”

La situazione interesserebbe 70mila piccoli azionisti. “Solo nello scorso luglio una società di revisione ha sollevato dubbi sulla sopravvivenza della banca”
Il patrimonio netto della Banca popolare di Bari, che al 30 giugno scorso era pari a 442 milioni di euro, “si deve presumere che a seguito delle perdite sia stato perso”. Lo ha detto il presidente della Consob, Paolo Savona, durante un’audizione alla Commissione Finanze della Camera sul decreto legge per il sostegno al sistema creditizio del Sud. “Si parla di circa 70.000 piccoli azionisti. I bond subordinati sono pari a 291 milioni di euro, tutte le altre obbligazioni sono state già rimborsate”, ha detto Savona. Savona ha sottolineato che l’accelerazione che ha portato al commissariamento della Popolare a dicembre è partita quando, nello scorso luglio, una società di revisione “ha sollevato dubbi sulla possibilità che la banca potesse sopravvivere”. Un simile allarme, arrivato solo nel 2019 dopo che per due anni la banca aveva chiuso il bilancio in pareggio, indica secondo il presidente della Consob “che effettivamente non si sapeva come andavano le cose”. Interpellato sul fatto che la Consob non abbia sollevato carenze nei prospetti informativi degli aumenti di capitale già nel 2014, Savona ha spiegato che “non possiamo entrare nei conti” e che i poteri della Consob sono limitati dalla legge alla rendicontazione fatta dai revisori. Dall’altra parte la vigilanza della Banca d’Italia “impiega tempo, sopratutto se c’è una crisi bancaria”. In questo merito il presidente della Consob ha lasciato intendere che vedrebbe con favore un’autorità unica di vigilanza. “Alla fine ci dev’essere uno che comanda e che deve assumersi la responsabilità”, ha detto. “La legislazione dovrebbe precisare meglio ruoli e responsabilità vedrei con simpatia che si scegliesse una delle due istituzione che dice, alla fine, ‘le cose stanno così'”.